lunedì 21 marzo 2011

13: Attenzione Sassi


Attenzione non per il pericolo caduta sassi/massi, ma
attenzione a scendere da Superga a Sassi!
Infatti verso metà e verso la fine ci sono due strapiombi dov'è franata la collina (ovviamente una piccolissima parte); ci sono passato veloce ma sembra essere davvero impressionate e oltre a ciò, lungo la strada, ci sono diverse buche veramente fastidiose.
Aggiungo anche che scendervi nel tardo pomeriggio è sconsigliabile perchè si è in pieno controluce e laddove non c'è il sole, c'è un'ombra veramente fredda, almeno in questo periodo.

Il giro di ieri, di 50 km come il precedente (ma con meno km in salita; in confronto è stata una passeggiata!), la cui discesa finale è stata appunto quella di Superga-Sassi, lo potete intravedere attraverso questa mappa:
Da Cambiano a Chieri la strada è facilissima sia da trovare che da pedalare, infatti oltre ad essere apparentemente in pianura (è un falsopiano di neanche 7 km), basta seguire la via principale del primo paese, ovvero corso Onofrio Lisa e poi svoltare a destra non appena diventa senso unico. Via Roma è cortissima e finisce con un bivio: si prende ovviamente la via a sinistra che va verso Nord e che prende il nome di via Luigi Lagrange e successivamente via Francesco Vincenzo Gaude. Al bivio successivo, poco oltre la fine del paese, si sta sulla destra per prendere la Strada Provinciale per Chieri.

Per chi non è mai stato a Chieri, superare questo paesone può essere abbastanza complicato, vediamo dunque come superarlo cercando la strada giusta per Baldissero T.se.

Seguendo Strada Cambiano, si nota che questa prende, all'ingresso della città, il nome di via Armando Diaz; questa presenta due rotonde: nella prima si va dritti, nella seconda si gira a sinistra per viale Franceso Fasano.
Si costeggiano dopo poco dei giardinetti sulla destra, dopodichè si supera un incrocio e, andando sempre dritti, si seguirà questa via anche quando curverà verso destra, ovvero verso Nord. 500 mt circa dopo la larga curva, c'è da superare viale Fiume e raggiungere la strada che si incrocia subito dopo, ovvero corso Bruno Buozzi (la prosecuzione di corso Torino proveniente da Pino T.se).
Questa strada può essere trafficata e dopo un breve tratto in salita si scende fino a raggiungere un semaforo. Da qui si deve obbligatoriamente svoltare a destra, ma bisogna fare attenzione, infatti la strada fondamentale per questo giro la si trova sulla sinistra: quella che va dritto prende il nome di Strada Andezeno, questa invece di Strada Baldissero.
Il primo tratto è lungo 1,5 km e presenta due piccoli strappi in salita inizialmente per suprare i 300 mt e poi per arrivare quasi a 320 mt. Termina con una discesina fino all'incrocio con via Ambuschetti che, se presa a sinistra, prende il nome di questa appena percorsa, ovvero Strada Baldissero (4,8km da Baldissero).
Fin dal principio si nota che la pendenza cambia, ma in modo molto piacevole e ci si appropinqua all'interno di una piccola e verde vallata, dove tra l'altro c'è un piccolo centro equestre
. E' dopo aver incrociato sulla destra Strada del Cervo che c'è un netto peggioramento della pendenza, infatti la strada sale nettamente ma per meno di 1km. Uno strappo simile ci sarà poi in zona Tetti Berruto e all'ingresso di Baldissero.
E' sicuramente una salita per tutti, anche perchè tranne certi tratti urbanizzati, il paesaggio sia vicino che lontano è molto verde, quindi rilassante e di traffico ce n'è poco o nulla; come già scritto in precedenza, nelle semi deserte strade collinari bisogna fare attenzione agli automobilisti "sportivi" che vivono queste salite, discese e curve come fossero delle loro piste personali, quindi evitate di usare gli auricolari per ascoltare la musica e state sempre all'erta.

Giunti a Baldissero, alla rotonda, si deve per forza continuare a pedalare in salita e questa è molto più dura di quella precedente, infatti ci porta verso Superga attraverso via Superga.
Il tratto più duro compare 850mt dopo la rotonda, qui sulla destra vediamo le colline boschive fra Rivodora (Tetti Pietraforata e Tetti None) e Cordova.
E' un rettilineo ma non bisogna illudersi, infatti inizialmente non si vede ma la salita prosegue con una curva abbastanza aperta che conduce all'incrocio con la strada che arriva da Rivodora.

Per raggiungere Superga si prosegue dritto e inizialmente c'è un tratto in discesa che porta ad incrociare la strada di Valle Ceppi (discesa, molto bella) e della Panoramica (salita, alquanto tosta). Anche qui si prosegue dritto e dopo questo incrocio ritorna la salita che porta da 560 ai 600mt e poco oltre. Attraverso un saliescendi, appena si potrà vedere la basilica di Superga, toccherà fare un ultimo sforzo in salita per passare da 590 ai 610mt e subito dopo pedalare con tranquillità verso le casette poste sotto la basilica.

Il sabato e la domenica, nelle belle giornate primaverili, la strada che porta alla basilica è molto trafficata se non intasata. Se siete ciclisti esperti potete comunque raggiungere la cima compiendo degli zig-zag fra le auto incolonnate, altrimenti non resta che spingere a piedi, sigh!

PS: siccome c'è qualcuno che si chiede come giungere a Superga senza dover passare dal centro, consiglio qui tre strade.
Se si proviene da Torino Nord, tipo Barriera di Milano, si prende via Botticelli, a sinistra Strada Settimo, a destra Lungo Stura Lazio e si arriva a Sassi. Da qui la famosa salita verso Superga.
Se si abita nell'hinterland a Nord di Torino, bisogna recarsi a Sambuy, fra San Mauro T.se e Castiglione T.se e salire verso Rivodora (in certi tratti pendente come Sassi, ma più stretta, e con alcuni tornanti).
Se si abita invece nei paesi a Sud di Torino, si può salire a Pecetto T.se da Trofarello, e da lì prendere a destra Strada Rosero, poco dopo la rotonda che incrocia la strada che porta a Chieri. Al bivio succcessivo, ancora a destra verso Pino. Giunti a Pino, si starà sulla sinistra seguendo le indicazioni per Superga o in assenza per Torino (a destra si scende a Chieri). Si troverà poi l'incrocio con via dei Colli (la panoramica di Superga).
Se si abita a Torino Sud, si può prima salire al colle della Maddalena dal castello di Moncalieri attraverso Strada Santa Brigida. In cima si scenderà poi verso l'Eremo e lì, anzichè andare dritti, cioè scendere a Torino, si girerà a destra e poi subito a sinistra prendendo la stradina che inizialmente in discesa porta a Pino.

sabato 19 marzo 2011

La passione degli italiani

Napolitano dice, al cospetto di Marchionne, che la Fiat è la passione degli italiani (speriamo non intenda anche le mine o le bombe prodotte da industrie controllate dalla Fiat).

Io dico invece che la mia passione è costituita da:
Bottecchia, Girardengo, Coppi, Bartali, Gimondi, Pantani..

Oltre, ovviamente, alle varie bici italiani che prendono anche il nome di Bottecchia e Coppi e poi Bianchi, Legnano, Cinelli, Pennarola, Turro..

venerdì 18 marzo 2011

12: 50km in collina


Un bel giro panoramico, abbastanza lungo, divertente in discesa e impegnativo in salita può certamente essere quello che vedete impresso su questa mappa:


Da Torino, anzichè salire verso l'impegnativo colle della Maddalena, ci si spinge leggermente verso Sud-Est per compiere le più blande salite che portano a Pecetto.
A Moncalieri, quindi, si prende Strada Revigliasco come
già scritto qui mesi fa. Giunti in prossimità di Pecetto Torinese, anzichè proseguire lungo la strada principale, si può cominciare (se prima non si è saliti lungo Strada Tetti Goree) a fare sul serio in salita prendendo via Barra sulla sinistra. Durante i giorni feriali è una mossa che sconsiglio, siccome si deve prendere questa via nel bel mezzo di una curva che non ci consente di vedere se arriva qualcuno (inoltre c'è da considerare il traffico dietro la propria bici che solitamente prosegue dritto..).

E' inizialmente una via anonima che passa in mezzo a delle ville, mentre in cima si è nei pressi del centro storico del paese: quando si incrocia via Umberto I basta girare a sinistra, ma attenzione che è senso vietato. Per proseguire nel giro, invece, si supera l'incrocio andando dritti e subito dopo ci si gode una discesa all'incirca della stessa pendenza della salita! Controllate bene i freni, siccome ci si impatterà dopo pochi istanti con un altro incrocio (con via Circonvallazione, ovvero la strada che verso Nord porta a Pino T.se e verso Sud porta a Trofarello), questo però molto più traffico, nel quale ci avrà lo stop. Ora bisogna pedalare verso Chieri. Per far ciò si deve svoltare a sinistra sulla strada principale, per poi alla prima rotonda prendere la prima uscita a destra (Strada Chieri).

Da qui al prossimo incrocio (San Felice) sono solo 2,5km. La strada è piacevole ed ottimamente asfaltata. Il primo tratto, subito dopo la prima curva a destra, è in leggera salita, ma scende dopo appena 250 mt, ovvero dopo aver superato via Tetti Canape (strada che ci può portare ad ammirare un bellissimo scorcio di campagna e di collina). Da qui discesa veloce ma per nulla spericolata per circa 800 mt. Neanche il tempo di godersela, che dopo un tratto di rettilineo in falso piano si rideve spingere in salita per circa 1km. La pendenza è lieve e inizialmente si viene spinti dalla velocità ottenuta prima.
Prima di giungere all'incrocio che ci interessa, bisogna fare attenzione ad un altro che si profila sulla nostra destra, infatti è situato nel bel mezzo di un curvone che le auto in senso inverso compiono ad alte velocità, essendo in discesa, e nel quale possiamo trovare altre auto intente a svoltare.

L'incrocio fondamentale per questo giro lo notate perchè c'è una cappella abbastanza grande sulla sinistra e dietro l'indicazione per Pino T.se.
Da qui a Pino i chilometri sono 4, tutti in salita, ma nella prima parte la pendenza non dovrebbe essere problematica per nessuno.

La strada, che prende il nome di San Felice, corre parallela a strada del Podio/via del Podio che, però, devo ancora provarla. Entrambe sono sicuramente poco trafficate, ma bisogna sempre stare all'erta, siccome gli automobilisti esaltati e con una fretta furiosa sono dappertutto, specialmente dove uno non se lo aspetta.
Dopo aver superato la frazione di Castelvecchio ed aver toccato le prime casette poco sotto Pino, la pendenza inizia ad incrementare. Incrociamo strada del Rosero (proveniente direttamente da Pecetto: è una strada stretta, con ripidi tornanti, per nulla trafficata, molto piacevole e in certi punti in ombra, ma presenta appunto strappi in salita che non conviene fare, considerando le prossime salite di questo giro).
Da questo incrocio fino a quando via San Felice incrocia con via Domenico Follis, ci sono 1,4km durante i quali la salita non molla. Svoltando al semaforo a sinistra, ci si imbatterà nella salita di via Follis che, a parte la lunghezza, non ha nulla da invidiare a quelle alpine: sono solo 350mt ma la pendenza massima è probabilmente del 15%.
Al termine di questa salitazza si giunge in via Roma: a destra si scende verso il centro di Pino e poi Chieri, a sinistra invece si sale ancora un po' per prendere la strada panoramica di Superga (o per scendere a Torino tramite corso Chieri).

Ovviamente in questo giro si prende la Panoramica (per 6km), la strada più famosa e deliziosa della collina: larga, pochissimo trafficata, immersa nel verde, in certi tratti (non molti a dire la verità) per l'appunto panoramica e dalla quale si possono anche prendere diversi sentieri.
Inizialmente, nelle prime curve e curvette, la pendenza è a nostro leggero favore, dopodichè giocoforza si dovrà per forza pedalare in salita, per fortuna però la strada non presenta pendenze impossibili, elevate. Il tratto più impegnativo inizia a metà del rettilineo che affianca l'area pic-nic (ora in rifacimento)..qui il link alla mappa. La salita è però mitigata dalla presenza dei tornanti, in questo tratto 3, più 2-3 curve, terminati i quali si trova uno spiazzo con una fontana ed anche un bar. Superata quest'area la strada, pur salendo, perde pendenza fino a poco prima il prossimo tornante (750mt). Da qui si deve salire ancora per circa 1km fino al bivio che ci interessa: dopo il secondo tornante manca davvero pochisimo e quando si incrocia una strada che scende a destra, bisogna prenderla: si chiama Strada Palucco (link mappa).
E' completamente in discesa, ma come già scritto al fondo del post del 6 marzo 2011 (clicca qui) è in condizioni pietose, specialmente il primo tratto, peccato perchè sarebbe davvero un pezzo di strada molto divertente grazie alla pendenza e alle curve (2 tornanti e 3 curvette secche). Questa stradina termine con un trivio: andando dritto c'è via Superga, ma non interessa al giro, mentre al suo fianco c'è Strada Pino Torinese che porta a Valle Ceppi(link mappa), ed è questa la strada da prendere.

Da qui inizia il tratto in discesa più meraviglioso che conosca (sarà perchè l'ho percorso in questo senso per la prima volta giusto ieri..): pur essendo, se non in certi tratti, pendente in una maniera non eccezionale, si ottengono velocità ragguardevoli e poi il traffico è inesistente e il contesto fantastico. Insomma, è molto scorrevole e se non fosse per la salita da Valle Ceppi a Pino, si tornerebbe a casa con un sorrisone da far invidia a tutti: o si prende residenza a Valle Ceppi o niente sorrisone, eheh

Come si vede da questo pezzo di mappa, la discesa è lunga 4km (in realtà dopo questa frazione ci sono ancora 200 metri di discesona), ma appena dopo Valle Ceppi, per tornare verso la quota di Pino T.se, la strada si impenna in maniera veramente brutale. Dopo aver salito per circa 600 metri, si volta a destra scendendo per 800 metri, anche questi molto fluidi, ma anche qui la discesa verrà presto accantonata in favore di una salita lunga 1km esatto. Siamo in via Miglioretti e i primi 750mt sono un rettilineo il cui tratto più duro sono i primi 150mt; il rettilineo infatti non è molto pendente, a differenza degli ultimi 250 mt che portano in via Chieri/via Roma.
Giunti qui, la salita continua per arrivare a Pino, la salita non molla fino ad arrivare in realtà oltre Pino, cioè alla rotonda incrociata prima quando si è presa la strada panoramica di Superga (1,3km).

Finalmente, magari dopo aver preso un po' di fiato ed essersi asciugati, si può scendere a tutta birra verso Torino passando da Reaglie (corso Chieri): 5,2 km!
Da Reaglie a Torino la discesa è molto semplice, praticamente tutta dritta, mentre da Pino a Reaglie ci sono 15-16 tra curve e tornanti, quindi se si scende per la prima volta da questa strada, bisogna fare molta attenzione a certe curve che stringono improvvisamente.

Quindi un gran bel giro che ha unito due lati della collina, quello di Chieri e quello di Superga.

Le salite principali sono:
Strada Revigliasco: da Moncalieri a Pecetto T.se (3,8km - 500mt di discesa: 3,3 km);
via San Felice: da San Felice a Pino T.se (4,6 km);
Via del Colle: da Pino T.se al bivio per Baldissero (6 km);
Via Valle Miglioretti/via Roma: da Valle Ceppi a Pino Torinese (3,8 km - 700mt di discesa: 3,1 km).
Totale salita: 17km

Altri tratti di salita:
Strada Chieri: da Pecetto T.se a San Felice (1km e 550mt)
Totale: 18,550 km

Riepilogo percorsi da 1 a 11

Ecco l'elenco dei giri da fare in bici di cui ho parlato dall'apertura di questo blog:

1 - Moncalieri - Pecetto

2 - Torino - Cavoretto

3 - Torino - Pinerolo

4 - Torino - Colle della Maddalena

5 - Torino - Reano


6 - Torino - Colle della Maddalena (inverno)

7 - Torino - Eremo di Pecetto

8 - Torino - Colletta di Cumiana - Giaveno

9 - Torino - Pino T.se - Valle Ceppi - Superga - Rivodora

10 - Percorso n.9 modificato

11 - Torino - Avigliana

venerdì 11 marzo 2011

Traccia pista ciclabile Piossasco-Pinerolo


Su Google Maps ho tracciato il percorso della pista ciclabile che da Sangano va a Piossasco e da dopo questo paese, fino a poco prima di Pinerolo.

A Piossasco, prima di immettersi nella strada principale che porta a Pinerolo, dovrebbe esserci un tratto di ciclabile, ma dato che va verso Sud, io preferisco tagliare il paese andando verso Sud-Est. La pista ricomincia quando la strada che esce da Piossasco, si congiunge con la SP6 di Orbassano: quando trovate l'indicazione a destra per Frazione Cappelle, girate e la prima stradina a sinistra che trovate sarà la ciclabile!

giovedì 10 marzo 2011

11: Avigliana

Se a Gennaio parlai del giro della collina morenica che da Rivoli ci porta a Reano, per poi scendere a Villarbasse e tornare in pianura verso la città (link Pedalatoro) sfiorando Rivoli grazie a corso Primo Levi, o prendendo la SP183 di Sangano e Bruino che scende ad Orbassano, proprio come nel mio vecchio post.

La scorsa settimana ho fatto un giro sempre in quella zona, ma più ampio, come potete vedere da questa mappa:

Torino-Rivoli-Rosta-Buttigliera Alta-Avigliana-Trana-Sangano-Bruino-Orbassano-Torino
La lunghezza è di circa 50 km e il dislivello è ridicolo: l'unica salita appena appena lunga è l'ultimo pezzo di strada Avigliana (dopo il lago piccolo di Avigliana) che porta a Trana (via Roma).
Altri tratti in salita sono presenti dopo Rivoli per arrivare a Rosta, ma sono veramente poca cosa il cui approfondimento non ne vale la pena.

Un'informazione importa riguarda l'inizio del giro, infatti se ci si appropinqua per andare a Rivoli, bisogna fare molta attenzione in corso Allamano alla deviazione per l'autostrada A55. Per evitare di..essere messi sotto da auto e tir, si può passare da Genola
(link), allungando un po' il percorso, certo, ma perlomeno con la possibilità di pedalare in tranquillità. Per raggiungere questa frazione, quando corso Allamano incrocia tramite una grande rotonda strada del Portone (link), bisogna prendere strada Moncalieri deviando a destra.
2,6km dopo l'inizio di questra stradina un po' sconnessa, bisogna prendere a destra corso 4 Novembre che porta proprio poco dopo l'autostrada (link).


Per raggiungere Rosta bisogna "circumnavigare" Rivoli, raggiungendo prima corso Susa e poi svoltando a sinistra, alla rotonda, per corso Alcide De Gasperi (link).
Come già scrissi a Gennaio, la strada qui da percorrere non presenta spazi laterali per i ciclisti, quindi bisogna fare attenzione, perchè ci passano molte auto e a volte anche camion (ovviamente veloci, han tutti fretta), ma quando è sprovvista di traffico, come il sabato e la domenica, è piacevole da percorrere anche per via della discesa che porta a Rosta e del veloce tratto anch'esso in discesa che da Buttigliera Alta porta ad Avigliana in cui si passa attraverso due rotonde (link).

Finita questa strada si trova una rotonda (link) che ci offre la possibilità di raggiungere facilmente Avigliana prendendo la seconda uscita, attraverso il corso principale che prende il nome di corso Laghi. Superato velocemente il paese si scende verso il lago grande di Avigliana, il paesaggio è fantastico, sembra di essere in Norvegia per via della serie di montagne che lo sovrastano e, sempre con un'ottima velocità data sia dalla pendenza che dal rettilineo dall'ottimo manto stradale, si raggiunge il lago piccolo (ideale per una passeggiata intorno alle sponde o per camminare e pedalare in MTB nei sentieri della collina morenica posta ad Ovest verso Giaveno), dopodichè c'è un tratto in pianura e poi in salita (ne ho parlato ad inizio post).

Aperta parentesi, tra il lago grande e il lago piccolo, ci si imbatte in una rotonda (link):

per compiere il giro qui proposta si prende la terza uscita (contando la seconda che porta in una strada chiusa che porta verso delle case site nelle vicinanze del lago Piccolo: qui se si è in auto si può posteggiare e prendere un sentiero, anche se non so se è perfettamente praticabile), ma volendo si può prendere la prima uscita per salire o a Giaveno o al Colle Braida (e spero presto di scrivere qualcosa sulla salita di questa cima e, ovviamente, sulla sua fantastica discesa!).

Chiusa questa parentesi, una volta arrivati a Trana, tornare a Torino è un gioco da ragazzi: o si va sempre dritti seguendo la SP589, che diventa SP183, dopo l'incrocio per Piossasco (ovviamente non girate a destra verso Piossasco!). o si può, nel caso si avesse voglia di un po' pendenza positiva, salire a Reano da Trana (strada Reano/via Roma, 2km; link) o a Villarbasse da Sangano (via Villarbasse/via Sangano, 2km; link). In ambo i casi, una volta giunti in questi paesi, La strada che va verso Rivoli è la stessa e tranne un piccolo tratto fra Reano e Villarbasse, sempre in discesa e poi in pianura.
C'è anche un altro modo per arrivare ad Orbassano: prendendo la pista ciclabile che si trova fra Sangano e Villarbasse poco prima del ponte che passa sopra il torrente Sangone (link). A parte un piccolo tratto in cui può capitare di incappare in pezzi di terra o letame, devo dire che è una pista molto carina, scorrevole, dove non c'è mai tanta gente (se non magari nel tratto finale a Bruino).
Qui un breve video appena trovato su Youtube.


martedì 8 marzo 2011

16-19 Giugno 2011: cicloturismo a Torino


“Bici 150, la bicicletta unisce l’italia”


"Il cicloraduno - dichiara Liliana Belmonte, Presidente dell'associazione Fiab di Torino Bici & dintorni - ha lo scopo di far conoscere e valorizzare il nostro territorio cittadino e della provincia nella sua storia e nelle sue recenti trasformazioni. Undici percorsi in bicicletta verranno proposti durante i quattro giorni di questo grande abbraccio ideale tra i ciclisti italiani, con l'obiettivo di far vedere le più belle strutture ciclabili sui fiumi torinesi, sulle strade secondarie della collina, su un tratto della via francigena dell’eporediese (adatto alle mountain bike) nonché sul l’anello ciclabile “corona di delizie in bicicletta” che congiunge le residenze sabaude più belle da Venaria a Rivoli e non solo".

http://www.ecf.com/4144_1

domenica 6 marzo 2011

10: aggiornamento n.9


La scorsa settimana ho fatto la recensione del giro
Torino-Pino T.se-Valle Ceppi-Superga-Rivodora-San Mauro-Torino (36,5 km), menzionando, dopo Valle Ceppi, un bivio: a sinistra per Superga, a destra per Baldissero T.se

Ieri ho rifatto in parte il giro prendendo, in questo bivio, la strada a destra che (apparentemente) scende verso Baldissero T.se e che prende il nome di Strada Valle Ceppi (link).

Come potete vedere a Tetti Chiapasso c'è una biforcazione. In questo giro si prende la strada che scende a sinistra.

Pro: strada per nulla trafficata, con inizialmente una bella discesina.
Se la strada recensita nel giro precedente saliva subito in modo alquanto importante, per poi proseguire con un sali e scendi, qui si scende subito, ma per poco, e poi si sale senza più fermarsi, cosa che può essere ritenuta migliore, perchè ci si concentra di più e non ci si illude di poter godersi soltanto più la discesa.

Contro: strada stretta e, almeno d'inverno, sporca di ghiaietta. Dopo la discesa, inizia una salita abbastanza ripida per raggiungere la rotonda che porta a Baldissero (destra) o verso Superga (dritto).
Ovviamente essendo nel comune di Baldissero non si possono non incontrare dei cantieri atti alla costruzione di, pensate un po' che fantasia, due nuove ville.
Il secondo tratto di strada, ovvero via Superga, è più largo, ma alquanto trafficato e passando affianco a numerose case, si sale, almeno questo è il mio parere, con più grinta per uscire da questo paesaggio urbano.

Dalla rotonda di Baldissero sono 4,6 km a Superga.
Volendo invece prendere la strada panoramica di Superga (via dei Colli) per scendere da Pino T.se, i km, per prendere la deviazione, sono esattamente 2, che diventano 3 per completare la salita (link).
Dopo il primo km, sulla destra, il paesaggio si apre mostrandoci i boschi sopra Rivodora, ma non ci si deve far trarre in inganno, infatti da qui la strada aumenta la sua pendenza fino a quando incrocia la deviazione a destra per Strada Rivodora (link). Gli ultimi 400 mt prima della deviazione utile a questo giro, sono in leggera discesa.

Raggiunto l'agriturismo Ai Guiet, si gira a sinistra prendendo la strada che sale sulla destra. A sinistra invece c'è la strada che arriva da Valle Ceppi (V.C.-Tetti Barbasso-Tetti Chiapasso).
Da qui inizia l'ultimo km di salita e anche in questo caso la salita non scema. La strada, a differenza dell'ultimo tratto percorso, non è affatto trafficata, passerà un auto ogni mezz'ora, ma il fondo è abbastanza brutto e nell'ultimo tratto, ci sono buche che d'inverno sono piene d'acqua. Se ha nevicato, l'acqua scenderà veloce sulla destra a bordo del bosco.

Finita questa salita, ora è quasi tutta discesa sulla "panoramica" (quasi, perchè poco oltre la metà di questa strada c'è quasi 1km di salita, subito dopo un bel rettlineo in discesa - link -).
Strada larga, poco trafficata, presenza di altri ciclisti e di mountain biker e per la nostra gioia, zero motociclisti.

martedì 1 marzo 2011

51 volte nero

In pochi giorni sono morti 6 ciclisti in Italia..
Da 45 a 51 dall'inizio dell'anno (fonte: Achitocca)