martedì 31 maggio 2011

14: Colle Braida

Finalmente dopo un periodo abbastanza lungo, torno a descrivere un percorso e questa volta fuori dalla collina torinese, infatti come potete leggere dal titolo del post vi parlerò della strada che conduce al Colle Braida, sito sopra la Sacra di San Michele, tra la Val Sangone e la Valle di Susa.


Partiamo con alcuni dati fondamentali..
Km: 70 ca., partendo dalla periferia di Torino Ovest;

dislivello positivo (salita): 750mt ca., considerando i brevi tratti in salita della strada confinante con la collina morenica di Rivoli;
Km in salita (tratto Avigliana - Colle Braida): 11,3

Pendenza della salita di cui sopra: 6% ca.

Descrizione percorso: Per raggiungere Rivoli da Torino è necessario percorrere o corso Francia o corso Allamano o Strada del Portone. In questi ultimi due casi, specialmente nei giorni feriali, consiglio la deviazione per Tetti di Rivoli in quanto così si evita di dover passare per il trafficato cavalcavia di corso Allamano che supera l'autostrada con annessa pericolosa uscita.

Superato il piccolo borgo di case confinante con l'A4, come potete vedere qui sopra, si prosegue dritti andando verso Tetti Neirotti, borgo che non si toccherà, infatti al primo incrocio si gira a destra per tornare in corso Allamano che diventa corso Levi andando verso Rivoli. C'è subito una biforcazione: si deve prendere il corso a destra, ovvero corso Einaudi, altrimenti ci si dirigerà verso Villarbasse e Reano. Questo corso porta in corso Francia che dev'essere attraversata e non percorsa per evitare il pavè del centro di Rivoli. Ora il corso principale da raggiungere è corso Susa: alla 4^ rotonda si svolta a sinistra (2^ uscita) in corso De Gasperi, strada che può portare sia verso il Castello di Rivoli girando poi a sinistra, sia verso Rosta e quindi Avigliana, girando a destra come conviene a noi per questo giro.
Come già detto in passato, la strada che da Rivoli va ad Avigliana toccando Rosta e Buttigliera Alta è molto carina, ma stretta e durante la settimana è percorsa anche da svariati nervosi tir e furgoni. Al sabato pomeriggio in compenso sembra tranquilla. E' praticamente un leggero saliscendi, il tratto finale è composto da una discesa e due rotonde alquanto grandi da prendere in velocità.
Alla terza, così come anche alla quarta, si va a sinistra e quest'ultima ci porta dritti ad Avigliana. Qui si segue la strada che compie una curva verso Sud per costeggiare il lago grande di Avigliana. Questo tratto è in discesa e perciò è ancora più bello ammirare il lago, sembra quasi di volarci poco sopra.
Giunti ad un'altra rotonda sita fra i due laghi di Avigliana, si prende la strada che sale a destra verso Giaveno. Inizialmente la pendenza è risibile, ma dopo aver superato un piccolo incrocio con una strada proveniente da destra, inizia subito ad impennarsi.
Dopo 500-600 mt. c'è un'altra deviazione: bisogna seguire l'indicazione a destra per la Sacra di San Michele se si vuole realizzare questo bel giro che consiglio di fare in primavera nelle giornate di sole.La strada fin da subito, è immersa nell'ombra degli alberi, una compagnia che non ci lascerà quasi mai, se non per brevi tratti e durante un pezzo spettacolare a strampiombo sopra la Val di Susa. Il fondo stradale, considerando che il sole fa davvero fatica a trovare spazi, è buono, vi sono pochi dissestamenti, ma se oltre a ciò aggiungiamo che c'è un pezzo di discesa (durante la salita), la sconsiglio per scendere, meglio la strada che va a Giaveno passando per Valgioie dato che è tutta discesa!

Devo ammettere che confrontando questa salita con certe altre collinari lunghe al massimo 7 km, questa è sì più lunga, ma risulta meno faticosa, vuoi per l'ombra, vuoi per il minore (quasi nullo) traffico a motore, vuoi per la pendenza sempre regolare.. Una cosa negativa, rispetto alla collina, è l'assenza di fontane, infatti ne possiamo trovare due solo sotto la Sacra (borgo San Pietro) e poi nel tratto finale!
Borgo San Pietro: ci si arriva dopo 8km di salita dalla rotonda dei laghi, manca quindi poco al Braida e pochissimo alla Sacra ma la presenza di quest'ultima sopra la nostra testa, ancora così alta e possente, può sfiancare facendoci presagire chissà quanti altri km in salita.
Come dice Davide Cassani, nelle lunghe salite è meglio non guardare verso l'alto, altrimenti la salita sembra non terminare mai, vedendo così lontano il nostro punto d'arrivo.
Giunti alla Sacra dopo aver percorso un semi-rettilineo abbastanza lungo, si raggiunge un parcheggio, qui c'è un bar e un chiosco. Al fondo a destra parte lastradina per recarsi sotto la Sacra di San Michele da cui c'è una grande vista sulla Valle di Susa, se invece si vuole fare una tirata unica verso il Braida si deve seguire la strada principale che curva a sinistra con un lieve incremento di pendenza. I km da fare sono solo più 2 e il tratto più duro è questo iniziale che giunge a Basinatto (da cui parte un sentiero tutto tornantini che scende in valle). Il secondo tratto è più facile anche se non si sa mai quando si arriva al colle: a differenza della Sacra, il colle non lo si nota da lontano, anche perchè essendo un colle e non un monte non c'è un cucuzzolo predominante.
In cima c'è un'area picnic con annessa fontana (di fronte c'è anche una pizzeria).

Per la discesa, anche se si è a fine maggio, ormai a giugno, consiglio di coprirsi con una mantellina. Non me l'aspettavo ma faceva freddino. Inizialmente la strada in discesa è tutta dritta ma poi sorprende data la ricchezza di tornanti, ben 9 se non erro. A differenza della salita non ci sono zome ombrose, c'è una maggiore presenza del panorama, anche se non spettacolare come nell'altro caso a causa della presenza delle montagne e la strada è perfetta tranne in piccoli spot iniziali. Anche qui la presenza di auto è rarefatta, anzi non ci sono proprio.

Una discesa dunque molto fluida e tranquilla perchè si può spingere con sicurezza (facendo ovviamente attenzione nelle zone abitate dove ci sono passi carrai appena dietro le curve..).

Giunti a Giaveno, per tornare a Torino, si può scendere verso Trana dalla strada principale (strada Giaveno), mentre sconsiglio strada Dalmassi, alla destra orografica del torrente Sangone, perchè piena zeppa di fastidiosissime buche.
Da Trana, una volta raggiunta Sangano, consiglio di prendere la pista ciclabile che arriva fino a Beinasco toccando Bruino, Rivalta e Orbassano. Trovarla è semplice: a Sangano, dalla statale, basta svoltare a destra in via Bert (link Google Maps) che diventa via Villarbasse una volta superata la piazzetta della chiesa (c'è una fontana!). Poco prima di superare il torrente Sangone, ecco l'ingresso (fatto un po' male) della sudetta pista. Basta seguirla e si arriva a casa :)

Un bel giro che consiglio di fare in primavera, magari anche prima di fine maggio, o durante l'autunno, perchè non è una grande meta, non è un monte e quindi col bel tempo è preferibile cercare i grandi panorami alpini.

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domenica 29 maggio 2011

Niente Giro al TG1


Pazzesco, nei titoli del TG1 delle 20 si parla dell'obbrobriosa Formula1 ma non del Giro d'Italia, nonostante oggi si fosse concluso incoronando Contador.

Penosi questi giornalisti schiavi dei motori!

sabato 28 maggio 2011

Risposta del Comune di Torino su Corso Chieri


Qualche giorno fa ho incollato qui la mia lettera inviata per email all'assessorato dell'urbanistica del Comune di Torino per via di un problema relativo ai guard-rail. Potete leggerla qui.


Qui sotto, invece, la risposta:

"In riferimento alla sua mail dell'11 aprile 2011 avente ad oggetto "Corso Chieri (Torino-Pino)" si comunica che sono in corso di sostituzione e/o riparazione alcuni tratti di protezione dei margini stradali nella località indicata in oggetto.
I lavori che prevedono lo smontaggio degli elementi danneggiati ed il montaggio degli elementi nuovi, sono eseguiti da un'impresa specializzata subappaltatrice, mentre il recupero del materiale rimosso è effettuato dall'impresa appaltatrice (Ditta LADASFALT).
Tali lavorazioni non avvengono mai contemporaneamente ma in successione temporale.
Distinti saluti."

Eliminiamo le strisce pedonali


Siccome sono sia un ciclista che un pedone (e sia chiaro che uso la bicicletta anche come mezzo di trasporto quotidiano), non posso che condividere il post odierno di Beppe Grillo dal titolo: "Eliminiamo le strisce pedonali", dato che ogni giorno un bambino o una vecchietta vengono messi sotto da qualche auto il cui autista, uno che solo perchè ha un motore deve andare sempre alla massima velocità altrimenti casca il mondo, non rispetta le regole, ovvero non rallenta in prossimità delle strisce e non si ferma quando ci sono persone desiderose di attraversare.

Una persona per bene pensa di essere al sicuro sulle strisce, ma ciò è impossibile, sia perchè il mondo è pieno di stronzi e ogni giorno ne incontriamo qualcuno, sia perchè sono soltanto delle strisce!
Meglio non disegnare nulla per terra, così i pedoni saranno sempre allerta, cioè attenti!

martedì 24 maggio 2011

Inquinamento e piste ciclabili


Strano, no?

Torino è la città con centinaia di km di piste ciclabili (gli automobilisti ne ignorano l'esistenza, perciò io preferisco pedalare su strada, d'altronde non sono un animale che deve stare entro un recinto, anzi, sono un ciclista e le strade vennero fatte inizialmente per i carri e e le bici, mica per le auto che ora vogliono spazio totale solo perchè più veloci, potenti, pesanti e quindi violente), ma la seconda più inquinata d'Italia..

domenica 22 maggio 2011

Al Giro d'Italia per il Referendum


Fantastico oggi il Giro d'Italia, sia per la mostruosa serie di salita (e un ottimo Garzelli arrivato 2°), sia per le bandiere pro-referendum del 12-13 giugno 2011 sventolate da alcuni tifosi durante l'ultima salita. Quando ho visto i SI non ci potevo credere, perchè in questi giorni non ripongo molta fiducia nel prossimo, ma potevo credere benissimo, invece, al silenzio dei telecronisti RAI a riguardo..

sabato 21 maggio 2011

La bambina che sorrideva ai ciclisti


Purtroppo, pur pedalando quotidianamente, non ho nuovi percorsi da recensire/proporre e via dicendo, ma una bella notizia che non può che darmi/vi una spinta in più, specialmente dopo il brutto incidente (per fortuna senza conseguente) che m'è capitato il 15 aprile..

Oggi tornando a casa e passando per la città, mi fermo ad un semaforo rosso (eeeh che bravo?) e vedendo che il verde non arrivava ho pensato bene di bere (ebbè, dopo una giornata di duro lavoro è il minimo, ma era acqua..) e cosa vedo di fianco?
Un'auto con una bambina un po' annoiata nei sedili posteriori. Evidentemente il mio gesto di sollevare la borraccia l'ha portata ad alzare lo sguardo per capire cosa avesse osato porsi fra lei ed il sole.
In quell'istante lei s'è girata, m'ha guardato e ha iniziato a sorridere.
E' stato veramente emozionante, anche perchè sono solito vedere gente annoiata o incazzata e un sorriso, ad un ciclista, quasi come fosse un raro animale bizzarro e da proteggere, è stato qualcosa che non mi aspettavo, quindi di speciale.

Io penso che lei, questa bambina, voglia usare più spesso la bici, soprattutto dopo aver visto il mio sprint al verde, e non solo la domenica ai giardinetti!
La bicicletta, di qualunque tipo, è il mezzo necessario per modificare se non cambiare radicalmente la qualità della vita nelle città e questo simpatico fatto odierno lo dimostra!