sabato 31 dicembre 2011

Ciclisti professionisti morti nel 2011


Emile Masson, nato l'1 settembre 1915 e morto il 2 gennaio 2011.
Vinse una Parigi-Roubaix nel 1939.


Carla Swart.
 26 novembre 1987- 19 gennaio 2011
Uccisa in allenamento da un tir.


Romeo Venturelli, nato il 9 dicembre 1938 e morto il 2 aprile 2011.


Cesare Del Cancia
, nato il 6 maggio 1915 e morto il 25 aprile 2011.
Vinse la Milano-Torino nel 1936 e la Milano-Sanremo nel 1937.

Wouter Weylandt, nato il 27 settembre 1984 e morto il 9 maggio 2011.
Nel 2006 vince il Tour de Pologne.


Xavier Tondò, nato il 5 novembre 1978 e morto il 23 maggio 2011.
Nel 2007 vinse il giro del Portogallo e nel 2011 la Vuelta a Castilla y Leòn.


Attilio Pavesi, nato l'1 ottobre 1910 e morto il 2 agosto 2011.
Ciclista e pistard italiano, ma naturalizzato argentino, che nel 1932 vinse due medaglie d'oro alle Olimpiadi di Los Angeles.

Bruno Monti, nato il 12 giugno 1930 e morto il 16 agosto 2011.
Vestì per due giorni la Maglia Rosa nel Giro d'Italia del 1953.

Walter Serena, nato il 3 aprile 1928 e morto il 19 agosto 2011.
Vinse la Vuleta a Catalunya nel 1954

Ettore Milano, nato il 25 luglio 1925 e morto il 21 ottobre 2011.
Fu gregario di Fausto Coppi nella prima metà degli anni '50.

Purtroppo i ciclisti di ogni giorno, morti per incidenti stradali, sono innumerevoli..

mercoledì 28 dicembre 2011

Corona di Delizie - Torino Nord

(QUI il giro completo che però taglia la zona a Nord di Torino)

A Nord di Torino, di delizie non ce ne sono molte, però può essere interessante e piacevole giungere a Venaria da Torino Est passando al di sopra della città, cercando di respirare aria migliore.
Oggi ho quindi cercato delle strade per raggiungere Borgaro dal parco Meisino (confluenza Stura-Po).

Dal parco del Meisino si prende la pista ciclabile (strettissima, se due bici che si incontrano, non passano) sita in Lungo Stura Lazio (sulla sinistra, con le auto che percorrono la strada in senso contrario al nostro) parallela a via Federico Nietzche (clicca QUI), che porta alla famosa curva delle "100 Lire" dove praticamente la pista è stata ricavata sul marciapiede, ma vabbè, tanto pedoni non ce ne sono, dopodichè si arriva in Lungo Stura Lazio dove la pista è davvero una pista anche bella larga, così possono passarci tranquillamente sia ciclisti che corridori :)

Purtroppo, subito dopo aver incrociato e superato Strada Settimo, la pista ciclabile finisce e l'unica è pedalare sul marciapiede, ma non quello davanti a noi verso cui porta la pista, poichè si passerebbe accanto ad un immenso accampamento degli zingari che sembra più una discarica, ma quello sulla destra dove comunque il manto lascia alquanto a desiderare. Lungo Stura Lazio necessita proprio di una pista ciclabile completa, perchè il marcipiede è dissestato e poi, quando poco dopo si pedala vicino agli stabilimenti, non ci sono rampe ma solo gradini; sulla carreggiata invece è meglio non pedalare specie se si è con famiglie e turisti, perchè non c'è spazio sulla destra.

Giunti all'incrocio (rotonda) di corso Giulio Cesare, si svolta alla 2^ a DX in via Ivrea, è una via abbastanza larga che passa vicino a un gruppetto di case popolari giallastre, la riconoscerete subito!
Poco dopo, si supera anche corso Vercelli proseguendo dritti in Strada provinciale di Cuorgnè (è la prosecuzione), dove conviene pedalare sul marciapiede a sinistra, perchè anche questa strada, come Lungo Stura Lazio, non riserva uno spazio decente sulla destra.

Da Strada provinciale di Cuorgnè
si deve svoltare a SX per Strada Comunale del Villaretto (QUI il link). La strada, anche qua, non è delle più sicure perchè è praticamente un lungo rettilineo, però il traffico è ridottissimo e superata la frazione di Villaretto, si trova anche un tratto di ciclabile che porta a Cascina Santa Cristina (QUI). Questa, è un vecchio cascinale, chiamato anche castello, e in via di ristrutturazione.
Prima di arrivare di fronte a Santa Cristina, ci si imbatte in una rotonda: tralasciando la prima a destra, prendiamo la seconda per giungere di fronte al portone di ingresso della cascina e costeggiamo le sue mure sulla sinistra per tornare, dopo poco, sulla strada principale.

Qui sotto, in ROSSO, la strada da me percorsa, in BLU, un'alternativa su sterrato:


Qui, invece, il progetto delle piste ciclabili del Comune di Borgaro per Villaretto:

Come potete leggere da queste immagini, anzichè rientrare nella strada principale (la vedete curvare e andare verso Nord), si prende un sottopassaggio che ci porta dall'altro lato della strada dove si hanno due possibilità: o si va verso Nord seguendo la strada (per poi curvare a Ovest per entrare in Borgaro), oppure si va dritti (Ovest) tramite un largo viale sterrato che porta a Cascina Stroppiana.

Una volta a Borgaro, bisogna scendere a Sud prendendo la via principale, cioè via Lanzo (SP2), per uscire dal paese. Si supera via Stati Uniti, una viuzza chiamata anch'essa Via Lanzo e subito dopo questa si prende sulla destra via Tre Re.
Da qui si va verso la ferrovia e si prende una stradina che le corre al fianco andando verso Sud. Appena si incontra un bivio, a sinistra si entra nel parco Chico Mendes, a destra invece si passa oltre la ferrovia (link).
Si segue la stradina sterrata che porta verso lo Stura. Qui si svolta a destra e si sale verso Nord fino a superare la nuova superstrada che collega la tangenziale con Venaria Reale passando per Borgaro.
Superandola, si trova l'ingresso per il tratto di ciclabile che inizia proprio qui e che consente di superare il fiume portandoci così nel territorio di Venaria, per raggiungere la quale si deve poi svoltare a sinistra alla prima rotonda prendendo via Stefanat!

martedì 27 dicembre 2011

Ebook MTB

Ho appena trovato questo book che dalla presentazione e dalla copertina sembra essere molto carino:


Lo trovate cliccando..qui.

Why people ride

Ecco perchè chi potrebbe pedalare, dovrebbe farlo ogni volta che può anzichè usare l'automobile:


perchè si perde peso;
perchè non si creano incidenti e quindi feriti e morti;
perchè non si emettono sostanze tossiche;
perchè si occupa mooolto meno spazio;
perchè nelle ore di punta si fa prima che in auto e in bus,
e perchè, oltre a risparmiare soldi per la benzina e altro, li si risparmiano anche in medicina!

Il ritratto di Cancellara

Entrate in questo sito, per favore: potrete ammirare tutta la stupefacente stanchezza dei ciclisti al termine di una volata..

Cancellara è spettacolare!
(ph: Timm Koelln)

venerdì 16 dicembre 2011

Lettera al sindaco di Beinasco per le mancate segnalazioni di lavori in corso sulle piste ciclabili di Borgaretto

Ho appena inviato questa lettera all'ufficio del sindaco di Beinasco:

"Salve,

sono un ragazzo di Torino che oggi ha utilizzato parte delle piste ciclabili del vostro comune e vi scrivo proprio in merito a queste:

1 - In Strada Borgaretto, andando verso Beinasco, poco prima della sopraelevata che supera l'autostrada, non c'è più l'ingresso della pista ciclabile storica. Purtroppo chi, come me oggi, proviene da Beinasco giunge lì senza alcun avviso.
Qui il punto preciso:
http://maps.google.it/maps?q=borgaretto,+torino&hl=it&ll=45.012473,7.590222&spn=0.00204,0.003449&sll=41.442726,12.392578&sspn=17.70662,28.256836&vpsrc=6&hnear=Borgaretto,+Beinasco+Torino,+Piemonte&t=k&z=18

2 - Uscendo da Borgaretto per entrare in Torino, il nuovissimo tratto di pista ciclabile che passa in un sottopassaggio dove c'è la rotonda dell'ingresso e uscita dalla tangenziale, non è transitabile, ma anche qui l'avviso compare all'ultimo momento, che senso ha???
Come se non bastasse, dopo aver ripreso la pista (dopo aver spinto la bici a mano in un tratto sterrato in leggera salita - immagino siano contenti gli impiegati -), anche sul ponte il tratto ciclopedonale è bloccato e anche qui ovviamente il cartello dei lavori in corso (in corso? Speriamo, visto che solo ora dopo mesi, mesi e ancora mesi, ho visto operai lungo il Sangone nel tratto di pista ciclabile franata..) compare solo all'ultimo. Basta proprio niente per avvisare PRIMA che non si può percorre quel tratto, dato che il mancato avviso ha come conseguenza delle pericolose manovre: il ciclista o torna indietro e compie il periplo di quella larga e trafficata rotonda, o tenta di attraversare le 6 corsie di quel tratto dove le auto passano veloci.
Qua si tratta solo di COMUNICARE la presenza di lavori e l'impossibilità di attraversare tratti da sempre percorsi con estrema facilità dai ciclisti e pedoni. Oggi mi sembrava di essere in Albania o Bulgaria o Romania. Non che non abbia mai visto di peggio, fra incuranza, immondizia e maleducazione imperante, però cerco sempre di essere ottimista anche se la realtà è sempre pronta ad abbattermi.
Qui la zona di questi ultimi 2 tratti incriminati:
http://maps.google.it/maps?q=borgaretto,+torino&hl=it&ll=45.007099,7.617471&spn=0.00102,0.001725&sll=41.442726,12.392578&sspn=17.70662,28.256836&vpsrc=6&hnear=Borgaretto,+Beinasco+Torino,+Piemonte&t=k&z=19

Grazie della vostra cortese attenzione".

giovedì 15 dicembre 2011

Da Torino ai Laghi di Avigliana

La scorsa settimana ho compiuto per due volte di fila il classico giro dei Laghi di Avigliana partendo da Torino Sud.


E' un giro lungo circa 50km che non mi ha mai stufato perchè all'andata, tranne un noioso pezzo iniziale di circa 10 km per uscire dalla città, ci sono dei saliscendi, si è vicini alla collina di Rivoli, poi ci si avvicina ai laghi di Avigliana passando per una bella strada, di solito trafficata, ma di sabato e domenica non troppo, che è abbastanza varia fra rettilinei, curve, salitelle e discese. I laghi sono splendidi ad ogni ora e anche d'inverno, nel lago Piccolo, ci sono diversi anatidi, andateci a piedi, compiete il periplo e potrete ammirare anche gli aironi cenerini!

Ovviamente il percorso può essere modificato e allungato facilmente: prima di scendere ad Avigliana, si può svoltare a sinistra per salire a Reano e tornare indietro passando per Villarbasse (strada piacevole, ma vi perdete il passaggio accanto ai laghi). Ad Avigliana potreteste entrare nel centro storico (è famosa per i suoi svariati quartieri storici, medievali) svoltando a destra. Oppure, dopo aver superato il lago Grande, potrete svoltare a destra per salire a Giaveno o per prendere via Grignetto che costeggiando il lago, porta ai mareschi (preziosa zona umida) e poi sotto la Sacra di San Michele.

Se vi piace pedalare veloci, dovete seguire il senso che ho qui proposto, perchè se per tornare a casa passate per Trana-Bruino, ecc., la lunga e dritta strada statale si presenta con un falsopiano in leggera discesa, quindi è facile pedalare ad una velocità di crociera dei 35 km/h.

sabato 3 dicembre 2011

Torino. Tragedia in corso Peschiera.

In corso Peschiera, là, dove già furono ammazzate diverse persone a causa dell'alta velocità automobilistica, oggi pomeriggio un bambino ha perso la vita nello stesso identico modo, ovvero falciato da un'auto in corsa nonostante stesse attraversando la strada sulle strisce, al fianco dei genitori ricoverati in ospedale in gravi condizioni (coma per l'uomo; codice giallo per la donna).

La dinamica è stata questa: attraversamente pedonale (non c'è il semaforo); un'auto si ferma; i tre cammino; dalla seconda corsia giunge una seconda auto che non si ferma e li travolge.

Agghiacciante. Da film horror!


Non si parli di abuso di alcol o droghe anche questa volta, la colpa è dei motori, delle velocità, la colpa sta nell'assenza di semafori.
Molto spesso noto casi simili, in cui cioè l'auto della seconda corsia se ne accorge in ritardo della presenza dei pedoni. Gli automobilisti già non si fermano con l'arancione, secondo voi hanno voi di rallentare quando vedono le strisce pedonali?
E poi la gente riempie i giornali con lettere contro i ciclisti!



Queste dinamiche sono sintomatiche dello sviluppo urbanistico delle città moderne invase dalle auto, dove i pedoni, cioè gli esseri umani, devono avere 1000 occhi se vogliono tornare a casa sani e salvi. Non si può vivere in posti simili. Non si può vivere assediati da scatolette pesantissime che, scagliate a velocità folli (in realtà per uccidere bastano i "miti" 50km/h), sono pronte ad uccidere al minimo errore.

Link:
Il Fatto Quotidiano

venerdì 2 dicembre 2011

Corona di delizie in bici

"L’tinerario sulla Corona delle delizie per apprezzare le bellezze naturali facendo tappa a Venaria, Rivoli, Stupinigi e Moncalieri dedicato agli amanti delle due ruote"

Nel quotidiano torinese La Stampa, il 26 novembre 2011 è stato pubblico un articoletto su "Corona di Delizie", il percorso storico (storico perchè collega residenze sabaude e storico perchè venne già ideato nei tempi che furono per collegare queste residenze, ovviamente su strade che ormai non esistono più o che sono state trasformate).

Sembra che in primavera saranno ultimati i lavori di viabilità ciclistica, in effetti sono vari i punti a me ancora misteriosi, specie nella zona a Nord di Torino (da Torino Nord a Venaria passando per Borgaro; qui dovrebbe esserci un nuovo ponte per il passaggio ciclopedonale) e in parte a Nord-Ovest (da Venaria a Collegno; pericoloso il tratto vicino ai supermercati zona Cebrosa e divelto il ponte nella campagna dove passa la Dora).

Prossimamente farò un giro per vedere come son messe le cose al momento, chi vuole aggregarsi è il benvenuto.



giovedì 1 dicembre 2011

Sangano-Reano

Al quarto giretto dopo la caduta di ottobre, ho finalmente fatto una salitella e conseguente discesa: dalla fine della pista ciclabile Bruino-Sangano, si giunge ad un bivio; svoltando a sinistra si entra in paese (c'è una fontana nella piazzetta vicino alla chiesa, qui), svoltando invece a destra si supera il torrente Sangone e si inizia subito a salire attraverso 2 tornanti per raggiungere la piana di Villarbasse da cui parte subito, a sinistra, la salita verso Reano.

Conoscerete tutti questo tratto, lungo circa 800 metri e abbastanza pendente.
Ne parlo solo per indicare ai meno esperti di fare attenzione nel tratto in salita (che al ritorno diventa discesa!) che giunge a Villarbasse: è completamente dissestato, perciò fate attenzione nel cercare il fazzoletto di strada consono ai vostri copertoni, perchè c'è il rischio di vedersi arrivare davanti magari un bel trattore! Il mio consiglio è quello di stare completamente sulla destra.

La salita invece verso Reano non mi pare presenti problemi. Certo, è stretta uguale e maggiormente trafficata, quindi occhio: non state troppo sulla destra altrimenti sarete quasi invisibili agli occhi degli automobilisti e vestiti con colori accessi (rosso o giallo, ad esempio, ma questo vale per ogni uscita compiuta nella brutta stagione). Nota di colore: ad un certo sulla destra compare una saggia scritta, "Nucleare = Morte".

PS: con la MTB si può sbucare dalla collina morenica di Rivalta e giungere poco prima di questa salita di Sangano. Davanti alla sterrata da cui si proviene, si profila un'altra collina: è ben visibile una traccia di sentiero (molto pendente). Seguitela e sbucherete a Reano da cui potrete andare al Moncuni.

Pista ciclabile Piossasco-Pinerolo

Ma in che condizioni pietose è la pista ciclabile che da Piossasco porta a Pinerolo?

Purtroppo è invasa da fango, terra, specie qui dove si attraversa un rio (scendete e fatela a piedi se avete i copertoncini) e la strada curva a sinistra verso Sud-Ovest.
Fosse solo questo il problema: tutto il resto o quasi della pista, premettendo che lo scorso sabato, quando l'ho percorsa, non sono arrivato a Pinerolo per motivi di tempo e di bici (avevo cambiato sella e mi ci dovevo ancora abituare), era piena di tocchi di letame (e anche puzza!) lasciati dai trattori degli agricoltori che hanno i campi proprio lì accanto.

Ma anche la strada che esce da Piossasco e va verso Sud è messa male, ha delle buche e sconnessioni che sono lì da anni e i ciclisti non hanno altre vie da percorrere. Complimenti!!! Si chiama Italia ma si può ben definire Albania.