giovedì 13 luglio 2017

La montagna non è un LUNA PARK: ecco l'ennesimo morto (Cervino, 9 luglio 2017)

Purtroppo, un atleta e studente 22enne cuneese è morto sul Cervino, dopo aver gareggiato ad una gara di skyrunning, il kilometro verticale (mille metri di dislivello in 4 km di lunghezza!).

Non è morto per problemi cardiaci, è morto perché, senza l'adeguata attrezzatura, ha tentato la scalata verso Capanna Carrell, scivolando però su un nevaio.

Non era certamente uno sprovveduto, in quanto abile trail runner e surfatore nella neve, ma a quell'età è facile, specie se si guardano troppo spesso certi filmati estremi su YouTube dei vari Killian e "compagnia bella", gasarsi per poi volerli imitare.

Killian, infatti, è solito salire e scendere correndo sul Cervino..!!!
Con la differenza che lui ha un team che lo segue e che ogni giorno si allena per affrontare percorsi simili, mentre altri ci tentano da soli 1 volta a settimana se va bene.

Ricordo quando qualche anno decisi di smettere in parte con la mountain-bike non appena notai i miei amici voler compiere salti sempre più grandi. Dobbiamo pensare prima di tutto al nostro benessere fisico e goderci le montagne dal punto di vista estetico e naturalistico, non usarle per gonfiare inutilmente il nostro ego.

Chi ama la montagna non la sfrutta per compiere le sue strampalate azioni, ma la ammira.

lunedì 10 luglio 2017

INCIDENTE MORTALE PAZZESCO A CONDOVE

Sono rimasto letteralmente sbigottito e senza parole quando ho letto del terribile incidente mortale provocato da un "signore" dell'hinterland torinese nella statale 24 qualche giorno fa.

Il "signore", dopo un litigio con un motociclista, che viaggiava con la fidanzata, ha pensato bene, col suo furgone, di colpire la motocicletta da dietro dopo averla inseguita per diversi metri, superando tantissime auto incolonnate.

Qua siamo ad un livello di pazzia elevatissimo!

Questo mascalzone è un vero e proprio criminale, tra l'altro recidivo (nel 2010 commise un incidente simile, per fortuna senza morto), ed è un noto ubriacone molesto (ne sa qualcosa la moglie).

Purtroppo, quando siamo per strada, non sappiamo mai con chi abbiamo a che fare, per cui non semrpe conviene recriminare i nostri diritti, specie se non siamo stati colpiti.
A volte io mi sono veramente incazzato e imbestialito quando, in bici, in una rotonda, un'auto è passata a tutto spiano, ma dentro anziché una docile signora poteva starci benissimo un ladro rumeno armato di tutto punto, chi lo sa!
Proprio ieri pomeriggio nel corso sotto casa mia, un anziano in auto è passato col rosso pieno come se nulla fosse!!!

Per cui, cari amici ciclisti e non, andate in giro senza distrarvi, avendo altri due occhi dietro la testa e altrettanti ai lati!

DALL'INIZIO DEL 2017, 4,6% DI MORTI IN PIU' SULLE STRADE RISPETTO AL 2016

giovedì 6 luglio 2017

Grandi notizie di merda da Torino

6 luglio 2017: ladri in fuga si schiantano contro auto parcheggiate, acciuffati sui binari
http://www.torinotoday.it/cronaca/inseguimento-ladri-schianto-collodi-moncalieri.html

6 luglio 2017: secchio pieno d'acqua addosso ai due ubriachi che reagiscono spaccando i vetri delle automobili
http://www.torinotoday.it/cronaca/rissa-danni-via-camino.html

5 luglio 2017: picchia i suoi due cagnolini, poi li getta dalla finestra, denunciato dai carabinieri su segnalazione dei vicini di casa
http://www.torinotoday.it/cronaca/cani-finestra-Meisino.html

4 luglio 2017: scippa una donna e si schianta in auto contro un dehors, arrestato dopo un lungo inseguimento
http://www.torinotoday.it/cronaca/inseguimento-ladro-danni-dehors.html

4 luglio 2017: non si ferma all'ALT, inseguito per 30 minuti, 27enne già noto alle forze dell'ordine
http://www.torinotoday.it/cronaca/moncalieri-inseguimento-carabinieri-lancia-y.html

1 luglio 2017: prendono a pugni e tentano di rapinare automobilisti al semaforo: arrestati in via Po
http://www.torinotoday.it/cronaca/aggressione-automobilisti-via-po.html

lunedì 3 luglio 2017

Rag. Ugo Fantozzi, piccolo eroe coraggioso contro il sistema

Paolo Villaggio con il personaggio di Ugo #Fantozzi NON ha voluto rappresentare l'italiano medio, ma ci ha voluto sbattere in faccia il SISTEMA.

Sistema costituito da:

palazzoni del lavoro senza bellezza tirati sù per contenere e controllare (con orari, cartellini, guardie, ispezioni e ora telecamere) migliaia di sottoposti/inferiori ottimamente suddivisi in scompartimenti ben precisi (anche per evitare che la loro mente viaggi);

case popolari per sancire la divisione in classi economiche della società (ricchi ben lontani dai poveracci), con i figli dei poveri, in questo caso Mariangela, impossibilitati a cambiare situazione;

moglie fedele per contratto e marito idem, ma desiderosi di scappatelle insulse/orrende/patetiche (perché fatte col primo/a che capita sotto mano, senza ricercare un'ideale di bellezza e intelligenza) per farci notare l'innaturalità della monogamia;

colleghi spilorci, sbruffoni, bulli, ecc., per dirci che i "poveracci" non sono per forza buoni come certa Sinistra (e ora Destra) vorrebbe farci credere;

pensione vista non come l'inizio di un periodo di libertà, ma come periodo vuoto perché senza più quel lavoro che ha condizionato tutta la vita adulta;

spaccatura tra Sinistra fissata con una cultura difficile da digerire e popolino ignorante e becero che pensa solo ai bassi istinti con telefonate erotiche e calcio;

organizzazione di eventi sportivi e gite aziendali per illudere gli inferiori di poter ambire a qualcosa di più che non ciò che è stato stabilito dall'alto, anche se poi alla fine della gara/gita si torna ad ubbidire e addio sogni di gloria;

varie ed eventuali.
Insomma, i giornalisti che parlano di "italiano medio" non hanno capito niente!
Per me il personaggio del ragioner Ugo Fantozzi è stato molto importante, perché mi ha mostrato questa triste realtà che alla fine è sotto i nostri occhi da sempre.
Io sono divenuto ragionere, ma per fortuna non ho mai praticato questo lavoro da sottoposto.
Ma tralasciando queste cose per così dire pesanti, ecco che mi viene subito in mente l'autobus al volo che tentavo di imitare quando correvo verso il tram che mi avrebbe portato a scuola e devo dire che a volte sono proprio salito al volo, perché era sempre zeppo e a volte le portine non si chiudevano, così se riuscivi, spingendo di brutto, riuscivi ad entrare anche quando stava per ripartire, ahahahahah

Chi è nato negli anni '80 ha visto tanti film di Villaggio ed è cresciuto facendo le imitazioni di Fantozzi con i pantaloni sotto le ascelle, la canottiera da vecchio, la lingua di fuori e la salivazione azzerata. Siamo cresciuti ridendo di queste cose semplici, chissà se i ragazzini di oggi ridono ancora con Fantozzi, forse no o forse sì ma perchè lo vedono come uno sfigato. Io non ho mai pensato fosse sfigato (beh, sì lo è), ma un piccolo eroe che pur non riuscendoci, cerca di ribellarsi allo schifo della vita quotidiana.

sabato 1 luglio 2017

BOTTI DI CAPODANNO IL 1° LUGLIO AL PARCO COLONETTI DI TORINO?

Assurdo, veramente assurdo!

Qualche deficente, non so chi, non so se autorizzato o meno dal Comune o dalla Circoscrizione (se così fosse, si tratta sicuramente di qualche politicante in vena di favore a qualche malavitoso), ha pensato bene questo sabato sera 1 luglio 2017 ore 22:30, di sparare un numero notevole di fuochi d'artificio.

Non è possibile sparare botti a capodanno (in teoria..), figurars il 1° luglio!!!

Ma questi stronzi lo sanno che gli animali, specialmente i cani, possono rimanerci secchi dalla paura (infarto) o non lo sanno, questi IGNORANTONI DI MERDA?

Per ora ho scritto su Facebook nel gruppo CANI DI TORINO E DINTORNI e alla CIRCOSCRIZIONE 2.

Vedremo le risposte della C2, se non otterrò risposte denuncerò immediatamente il fatto ai Carabinieri di via Plava.

Il mio amato Henry aveva il cuore che pompava a mille, urlava disperato e se non l'avessi tenuto stresso al guinzaglio sarebbe scappato finendo sicuramente dopo qualche istante sotto una macchina, oppure chissà dove sarebbe andato.

Non ha senso perdere il proprio amato cane perché die DEFICIENTI CRETINI BASTARDI devono "divertirsi".
Mi son veramente cagato sotto per il mio povero cane, col quale ci siamo sparati una mega corsa per scappare e tornare a casa. Incredibile come, nonostante le strade bagnate, sia riuscito a non scivolare.

sabato 24 giugno 2017

Salita della settimana: Gran Bosco di Salbertrand

Oggi assieme al mio amico cane Henry abbiamo fatto il nostro dislivello maggiore percorrendo tantissimi km (purtroppo non so quanti, perché lì il tel non prende e così non ho potuto memorizzare la traccia, sigh) e abbiamo anche percorso la distanza più lunga di sempre!

Abbiamo superato i 1000 metri di dislivello negativo e sicuramente abbiamo camminato per più di 30km (un utente di Gulliver ha calcolato in 28,8km il percorso che da Salbertrand porta a Montagne Seu).

Ecco, grosso modo, il percorso fatto oggi:


Raggiunto Salbertrand in auto, da lì (1030 mt slm circa) abbiamo preso il sentiero carrozzabile che sale verso l'area picnic di Monfol (1750 mt circa). A metà, all'incirca, c'è un piccolo gruppuscolo di casette, Sersaret, che presenta un caratteristico villaggio di gnomi, veramente stupendo, mi ha fatto tornare bambino! :)

In realtà, all'inizio, abbiamo preso il sentiero numero 1, ma era troppo ripido e soprattutto lui sentiva troppi odori di chissà quanti animaletti teneri del bosco, e così appena ho intravisto la sterratona, mi ci sono fiondato, perché altrimenti era impossibile continuare.

Questa strada pare essere infinita: questo è un po' l'effetto che mi fanno le sterratone, anche se per fortuna è abbastanza varia e ombrosa e come ogni carrozzabile, ha una pendenza regolare.

La strada è quella bianca con tantissimi tornati: OpenCycleMap
Di fianco si nota il sentiero numero 1, a destra il GTA che arriva direttamente a Montagne Seu dove c'è il noto Rifugio Arlaud.

Non preoccupatevi, questa salita non porta soltanto a Monfol, ma porta sia al rifugio che al Col Blegier (2350 mt slm).
Ci sono dei bivi con dei cartelli in legno molto grandi, dunque è impossibile perdersi o non trovare la deviazione giusta!

Io ed Henry, però, abbiamo fatto un percorso strambo, infatti non abbiamo alcuna meta:

saliti all'area picnic, dove per fortuna c'erano poche persone (a ferragosto, quand'ero bambino, era sempre strapieno), abbiamo preso la strada per M.Seu+Blegier.
Anche questa sale e noterete subito due grandi tornanti. Dopo poco ecco un bel bivio: andando dritto si va al rifugio; a destra, subito con una salitona, ecco invece il sentiero per il Blegier.
Ad un certo punto, sulla destra c'è una stradina sempre sterrata e leggermente pendente che porta poco sopra Sauze d'Oulx (Richardette, ma lì è menzionata un'altra frazione di cui non ricordo il nome). Abbiamo quindi proseguito a sinistra fino a raggiungere all'incirca quota 2000 metri!

Ecco il nostro primo record della giornata: infatti il nostro massimo è stato di 1650mt circa (in questi anni non ho mai osato portarlo in montagna, all'inizio perché era "scalmanato", poi perché non mi osavo fargli fare tanti km, oggi ci ho provato ed è andata abbastanza bene).

Avrei voluto proseguire, ma la pendenza stava davvero aumentando e le mie scarpe distrutte mi stavano dando un fastidio assurdo, che si è acuito nella parte finale della discesa verso il posteggio.

Tornando indietro, non sapevo se tornare già a Monfol o meno, così dopo alcuni secondi, ho optato per la strada che porta a M. Seu, ma questa l'abbiamo percorsa solamente a metà. Davvero non ne potevo più, così dopo aver abbeverato Henry ad un ruscello rumoroso, siamo tornati a Monfol dove abbiamo riposato un po'. Tra l'altro c'erano dei signori che parlavano di un dottore che ha il mio stesso cognome, che combinazione!

Ripeto: non so il chilometraggio, perché il giro è stato molto lungo e da Salbertrand fino ai 2000 metri circa, abbiamo camminato per 4 ore e mezza circa, con alcune soste per fare video, foto e per bere (e per annusare). In totale siamo stati nel Gran Bosco 9 ore e mezza circa!

mercoledì 21 giugno 2017

LO SCHIFO DELL'ORDINANZA ANTI ALCOLICI DELLA APPENDINO, DELLA REAZIONE DEI CENTRI SOCIALI E DELLA POLIZIA.

Ecco il riassunto perfetto di ciò che è successo ieri sera in via Giulia di Barolo a Torino:



Te ne stai tranquillo a bere ad un tavolino con alcuni tuoi amici. Alcuni ragazzi, più in la litigano con alcuni poliziotti in borghese. Dopo alcuni minuti arrivano diversi poliziotti della celere ed iniziano a tirare manganellate a tutti, compresi te e e tuoi amici. Questo è lo Stato?

Devo dire che la seratina era iniziata bene...:
 

martedì 20 giugno 2017

Cosa portare nelle escursioni in natura

Quando vado in giro per i monti, trovo persone super attrezzate, ed altre completamente impreparate.

Ecco i miei consigli su cosa portarsi dietro durante le escursioni in montagna, collina o comunque in posti naturali.

Ipotizzando che l'escursione ha luogo nella bella stagione, io mi porto dietro queste cose:

zaino tecnico con imbragatura per non far muovere e sbattere lo zaino sulla schiena (per chi invece fa discesa in MTB, c'è questo fantastico zaino con una chiusura innovativa), che presenti due piccole tasche laterali dove mettere ad esempio le chiavi di casa e dell'automobile;

sacca idrica, più uno/due succhi di frutta nelle confezioni di plastica morbida e due/tre borracce (il cui tappo lo uso per farci bere il mio cane, oppure per il cane potete comprare un apposito bicchierino, ma se non avete un cane vi consiglio comunque di portarla perchè l'acqua, nella sacca idrica/camelback, ha un sapore che non mi piace!);

cartina dei sentieri, ovviamente da visionare almeno 2 giorni prima, anche online tramite OpenCycleMap;

telefonino con mappa con sentieri;

numeri di emergenza sempre pronti, ad esempio il 1515 (Forestale);

bastoncini da trekking o anche solo un ramo ben solido e della giusta altezza;

fischietto, utile se dovete farvi trovare da qualcuno;

una vaschetta con del cibo e una banana (attenzione che non diventi poltiglia, quindi posizionate il cibo in alto), oppure frutta secca;

mantellina/kway antivento e antipioggia;

scarpe da trail-running se prediligete la leggerezza e la velocità, o scarponcini da trekking, entrambi con una suola apposita per l'uscita del giorno: suole morbide per terreni duri e suole dure per terreni fangosi;

guantini da MTB DH nel caso si andasse ad affrontare un sentiero particolarmente ostile e ripido dov'è necessario usare le mani sulle rocce (pesano pochissimo, sono sottili e possono sempre tornare utili);

cappellino leggero (ci sono quelli da trail running che sono ottimi) e occhiali da sole con lenti colorate, in maniera tale da poter vedere il sentiero quando si è in ombra, con tutte le sue asperità;

crema solare - massima protezione - che io consiglio di utilizzare sempre e dappertutto (città, mare, montagna, campagna), si pensi infatti che in città, d'estate, l'indice UV raggiunge anche il livello 9 ("Questi valori si raggiungono soltanto tra le ore 12:00 e 14:30 e in assenza di nuvole"), da usare sia al mattino quando si parte che al pomeriggio quando si rientra;

fazzoletti di carta e un mini kit di primo soccorso (ovviamente dipende dove andate);

carica batteria portatile per il telefonino.

sabato 17 giugno 2017

Le due salite della settimana: Monte San Giorgio e Sacra di San Michele (TO)

Martedi 13 giugno 2017, di mattina, sono salito a piedi col mio cane Henry al Monte San Giorgio.

Questo monte lo conosco dal gennaio 2007, quando un amico, esperto conoscitore di sentieri della provincia di Torino e Cuneo, mi ci aveva portato in MTB.
Scendemmo dal "sentiero delle lame" (si prende da dietro la chiesetta posta sulla sommità) che ho poi rifatto diverse volte sia in MTB che correndo a piedi. E' un sentiero che mi piacque fin da subito, prima di tutto perché è in ombra, poi perchè queste rocce che sembrano lame, non danno fastidio e danno un ottimo tocco caratteristico.

Qualche anno fa, prima con un altro amico e poi da solo, decisi di fare la "direttissima" che arriva sopra il ristorante "Ai 9 merli" e che più o meno affianca il sentiero David Berltrand (giovane volontario antincendio, tragicamente morto giovanissimo nel 1999 durante il famoso incendio che devastò il monte!).

Un altro sentiero, che ho però provato solo a piedi e solo in salita (fine ottobre 2015, sempre con Henry, che, dato il fresco - era nuvoloso -, saliva come un camoscio alla facciazza mia), è quello che, poco dopo l'inizio della salita dalla sterrata principale (quella larga, carrozzabile), sale in maniera decisa dopo un po' e che, verso la fine, presenta una fine. Ecco, questo sentiero viene definito, non a caso, "Super-direttissima".

Stavolta, invece, complice il gran caldazzo odioso e complice il mio praticamente nullo allenamento, ho optato per il classico giro da uomo-medio, ovvero salita e discesa lungo la sterratona carrozzabile (partenza da Via Monte Grappa).
Prima di cercare refrigerio in posti più consoni alla stagione estiva, non so come mai, ma ci casco sempre e torno qua, sopra Piossasco.

Il posto è molto carino, ma se non siete allenati e volete comunque cimentarvi con una faticosa camminata, vi sconsiglio questo posto perché la strada è molto noiosa, per di più alla fine avrete tutto il sole addosso.

Se non ho sbagliato i calcoli, la percentuale media della pendenza si attesta al 9%, quindi salita di tutto rispetto (totalmente regolare, oserei dire).

Solo 3 persone in salita (tre anziani che parlavano di nuoto e anche di salire al Rocciamelone!), mentre durante la discesa ho incontrato 7 persone a piedi e 2 in MTB.

Sabato 17 giugno 2017, invece, di pomeriggio sono salito alla Sacra di San Michele partendo da Chiusa San Michele (se volete sapere dove posteggiare, cercate "Piazza Società Cooperativa Agricola").

Il sentiero (numero 503) parte da dietro la chiesa di questo paesello, dotato di due Bed and Breakfast (Il Capriolo e La Grotta dei Franchi) e presenta subito la sua peculiare e, da me odiata, caratteristica: pietre, per fortuna non smosso, ma ben salde, a gogò.

Questo acciottolato non lo sopporto, prima di tutto perché abbastanza viscido in certi punti, e poi perché irregolare e, naturalmente, duro. Io quando cammino o corro in natura cerco terreni morbidi o comunque naturali, cioè di terra. Ma il problema è mio, infatti già sapevo di questa caratteristica, essendoci già salita nell'agosto del 2014, sempre col mio cane. Alla fine lui non s'è lamentato e non è mai scivolato. Io, purtroppo, non mi sono trovato bene anche a causa delle mie scarpe da trail che ormai presentano una suola consumata ed una tomaia in alcuni punti addirittura tagliata/strappata, per cui verso la punta ho la scarpa larga e non riesco, così, ad essere preciso e ad avere la sensibilità ottimale.

Qui è tutta ombra e salendo si gode sempre di più (differenza totale rispetto al San Giorgio). Il fondo in certi punti diventa ancora più nervoso e complicato, per cui se siete soliti prendere storte, se non avete le scarpe adatte o non siete allenati (cosa fondamentale, specie in discesa, perché rischiate di non riuscire ad alzare bene le gambe e quindi di andare a sbattere contro le pietre!), evitate di salire da qui! Inoltre in due punti ci sono degli acquitrini e quindi c'è un po' di fango, occhio!

Il sentiero è molto più vario, in quanto a curve, curvette e tornanti, oltrechè ovviamente nel fondo, rispetto a quello di Piossasco. C'è più fantasia e più ombra, ma come detto non mi piace e, nel 2014, ricordo che presi una odiosa storta in discesa.

Non mi capacito del fatto che proprio qui venga organizzata una gara di trail running (c'è la versione breve e quella lunga che passa da Basinatto: oggi non ci sono andato, perché l'ultima volta che ci avevo provato, non avevo trovato più il sentiero ad un certo punto a causa della fitta vegetazione, mentre nell'agosto 2007, con due amici, riuscimmo a scendere in MTB senza problemi), proprio perchè è fastidioso per i piedi, caviglie e ginocchia correre su questo acciottolato, pur essendo il posto veramente bello.

Note dolenti: da questo sentiero, oggi, sono saliti anche due motociclisti con moto da cross, nonostante ci sia il divieto. Ma tanto chi controlla lì dentro? Vigili? Forestali? Mah. Magari un vigile se effettua dei controlli nel posteggio vicino alla stradina che porta alla Sacra, altrimenti direi nessuno.
Ma io dico, è possibile dover sentire l'orrendo rumore dei motori e relativo olezzo inquinante pure nei boschi? Ma vaffanculo!!!

Torniano a noi: un'altra differenza rispetto al San Giorgio, è che questa meta è ambitissima quindi è molto affollata (anche ad agosto, nonostante non si raggiungano i 1000 metri e non ci siano grandi pratoni per pic-nic), sia da qualche ciclista che soprattutto da tantissimi automobilisti ciccioni.

E' anche possibile raggiungere la Sacra prendendo il sentiero "vecchia mulattiera" (sentiero 502), che presi nell'agosto 2015. Anch'esso, purtroppo, molto pietroso.

Arvedze!

Ah, dimenticavo, secondo i miei calcoli, la pendenza media è del 15%. Mi sembra esagerata.. vabbè facciamo 12. Ciao!

lunedì 22 maggio 2017

Quanti ciclisti caduti, travolti, ammazzati!

Quotidianamente in Italia, muore statisticamente un ciclista al giorno e ne rimangono feriti circa 40.

Nei mesi di Aprile e Maggio 2017, ci sono stati diversi incidenti e fatti davvero tragici che hanno colpito sportivi professionisti.

A Valencia sono morti due triatleti travolti da un'auto guidata da una donna ubriaca.
A Filottrano è morto Michele Scarponi, colpito da un furgone che non ha dato la precedenza.
A Monte-Carlo e nei dintorni di Parigi, due ciclisti professionisti (uno di questi è Froome), sono stati colpiti da dei balordi!
Dalle parti di Rimini ea Galeata (sempre in Romagna) è morto il piloto Nicky Hayden e la triatleta Julia Viellehner.

Da quello che ho letto, Hayden non si fermò allo STOP, mentre la ragazza tedesca è stata agganciata da un camion, cosa che purtroppo può capitare se si percorrono strade strette e trafficate, in barba al buon senso (o obbligo?) di sorpassare i ciclisti dandogli almeno 1 metro e mezzo di spazio di sicurezza.

Queste sono le notizie più recenti che ho trovato e che mi hanno impressionato, perché basta davvero poco, ovvero il pensare che non stai facendo nulla di male e che quindi anche gli altri facciano altrettanto percorrendo dritti senza sbandare o fermandosi quando è dovuto, per cadere rovinosamente a terra.

A me, nel 2011, capitò di andare contro un'auto ferma in mezzo ad una strada collinare in mezzo ad una curva. Per fortuna ebbi tempo di accorgermene e così riuscii a compiere una derapata andandole addosso col fianco. Un'altra fortuna fu che si trattò appunto di un'auto e non di un furgone, altrimenti avrei sbattuto MOLTO violentemente la testa!

Molti anni addietro, invece, in una stupidissima strada che non ho mai più fatto in bici (due corsie a doppio senso, con ZERO spazio ai lati), un furgone pensò bene di sorpassare un altro veicolo praticamente nell'istante del mio passaggio. Così dovetti quasi buttarmi a lato.

In anni e anni di bici, però, non ho avuto altri problemi, a parte qualche diverbio con qualche stupido e ignorante "inscatolato".