sabato 31 dicembre 2011

Ciclisti professionisti morti nel 2011


Emile Masson, nato l'1 settembre 1915 e morto il 2 gennaio 2011.
Vinse una Parigi-Roubaix nel 1939.


Carla Swart.
 26 novembre 1987- 19 gennaio 2011
Uccisa in allenamento da un tir.


Romeo Venturelli, nato il 9 dicembre 1938 e morto il 2 aprile 2011.


Cesare Del Cancia
, nato il 6 maggio 1915 e morto il 25 aprile 2011.
Vinse la Milano-Torino nel 1936 e la Milano-Sanremo nel 1937.

Wouter Weylandt, nato il 27 settembre 1984 e morto il 9 maggio 2011.
Nel 2006 vince il Tour de Pologne.


Xavier Tondò, nato il 5 novembre 1978 e morto il 23 maggio 2011.
Nel 2007 vinse il giro del Portogallo e nel 2011 la Vuelta a Castilla y Leòn.


Attilio Pavesi, nato l'1 ottobre 1910 e morto il 2 agosto 2011.
Ciclista e pistard italiano, ma naturalizzato argentino, che nel 1932 vinse due medaglie d'oro alle Olimpiadi di Los Angeles.

Bruno Monti, nato il 12 giugno 1930 e morto il 16 agosto 2011.
Vestì per due giorni la Maglia Rosa nel Giro d'Italia del 1953.

Walter Serena, nato il 3 aprile 1928 e morto il 19 agosto 2011.
Vinse la Vuleta a Catalunya nel 1954

Ettore Milano, nato il 25 luglio 1925 e morto il 21 ottobre 2011.
Fu gregario di Fausto Coppi nella prima metà degli anni '50.

Purtroppo i ciclisti di ogni giorno, morti per incidenti stradali, sono innumerevoli..

mercoledì 28 dicembre 2011

Corona di Delizie - Torino Nord

(QUI il giro completo che però taglia la zona a Nord di Torino)

A Nord di Torino, di delizie non ce ne sono molte, però può essere interessante e piacevole giungere a Venaria da Torino Est passando al di sopra della città, cercando di respirare aria migliore.
Oggi ho quindi cercato delle strade per raggiungere Borgaro dal parco Meisino (confluenza Stura-Po).

Dal parco del Meisino si prende la pista ciclabile (strettissima, se due bici che si incontrano, non passano) sita in Lungo Stura Lazio (sulla sinistra, con le auto che percorrono la strada in senso contrario al nostro) parallela a via Federico Nietzche (clicca QUI), che porta alla famosa curva delle "100 Lire" dove praticamente la pista è stata ricavata sul marciapiede, ma vabbè, tanto pedoni non ce ne sono, dopodichè si arriva in Lungo Stura Lazio dove la pista è davvero una pista anche bella larga, così possono passarci tranquillamente sia ciclisti che corridori :)

Purtroppo, subito dopo aver incrociato e superato Strada Settimo, la pista ciclabile finisce e l'unica è pedalare sul marciapiede, ma non quello davanti a noi verso cui porta la pista, poichè si passerebbe accanto ad un immenso accampamento degli zingari che sembra più una discarica, ma quello sulla destra dove comunque il manto lascia alquanto a desiderare. Lungo Stura Lazio necessita proprio di una pista ciclabile completa, perchè il marcipiede è dissestato e poi, quando poco dopo si pedala vicino agli stabilimenti, non ci sono rampe ma solo gradini; sulla carreggiata invece è meglio non pedalare specie se si è con famiglie e turisti, perchè non c'è spazio sulla destra.

Giunti all'incrocio (rotonda) di corso Giulio Cesare, si svolta alla 2^ a DX in via Ivrea, è una via abbastanza larga che passa vicino a un gruppetto di case popolari giallastre, la riconoscerete subito!
Poco dopo, si supera anche corso Vercelli proseguendo dritti in Strada provinciale di Cuorgnè (è la prosecuzione), dove conviene pedalare sul marciapiede a sinistra, perchè anche questa strada, come Lungo Stura Lazio, non riserva uno spazio decente sulla destra.

Da Strada provinciale di Cuorgnè
si deve svoltare a SX per Strada Comunale del Villaretto (QUI il link). La strada, anche qua, non è delle più sicure perchè è praticamente un lungo rettilineo, però il traffico è ridottissimo e superata la frazione di Villaretto, si trova anche un tratto di ciclabile che porta a Cascina Santa Cristina (QUI). Questa, è un vecchio cascinale, chiamato anche castello, e in via di ristrutturazione.
Prima di arrivare di fronte a Santa Cristina, ci si imbatte in una rotonda: tralasciando la prima a destra, prendiamo la seconda per giungere di fronte al portone di ingresso della cascina e costeggiamo le sue mure sulla sinistra per tornare, dopo poco, sulla strada principale.

Qui sotto, in ROSSO, la strada da me percorsa, in BLU, un'alternativa su sterrato:


Qui, invece, il progetto delle piste ciclabili del Comune di Borgaro per Villaretto:

Come potete leggere da queste immagini, anzichè rientrare nella strada principale (la vedete curvare e andare verso Nord), si prende un sottopassaggio che ci porta dall'altro lato della strada dove si hanno due possibilità: o si va verso Nord seguendo la strada (per poi curvare a Ovest per entrare in Borgaro), oppure si va dritti (Ovest) tramite un largo viale sterrato che porta a Cascina Stroppiana.

Una volta a Borgaro, bisogna scendere a Sud prendendo la via principale, cioè via Lanzo (SP2), per uscire dal paese. Si supera via Stati Uniti, una viuzza chiamata anch'essa Via Lanzo e subito dopo questa si prende sulla destra via Tre Re.
Da qui si va verso la ferrovia e si prende una stradina che le corre al fianco andando verso Sud. Appena si incontra un bivio, a sinistra si entra nel parco Chico Mendes, a destra invece si passa oltre la ferrovia (link).
Si segue la stradina sterrata che porta verso lo Stura. Qui si svolta a destra e si sale verso Nord fino a superare la nuova superstrada che collega la tangenziale con Venaria Reale passando per Borgaro.
Superandola, si trova l'ingresso per il tratto di ciclabile che inizia proprio qui e che consente di superare il fiume portandoci così nel territorio di Venaria, per raggiungere la quale si deve poi svoltare a sinistra alla prima rotonda prendendo via Stefanat!

martedì 27 dicembre 2011

Ebook MTB

Ho appena trovato questo book che dalla presentazione e dalla copertina sembra essere molto carino:


Lo trovate cliccando..qui.

Why people ride

Ecco perchè chi potrebbe pedalare, dovrebbe farlo ogni volta che può anzichè usare l'automobile:


perchè si perde peso;
perchè non si creano incidenti e quindi feriti e morti;
perchè non si emettono sostanze tossiche;
perchè si occupa mooolto meno spazio;
perchè nelle ore di punta si fa prima che in auto e in bus,
e perchè, oltre a risparmiare soldi per la benzina e altro, li si risparmiano anche in medicina!

Il ritratto di Cancellara

Entrate in questo sito, per favore: potrete ammirare tutta la stupefacente stanchezza dei ciclisti al termine di una volata..

Cancellara è spettacolare!
(ph: Timm Koelln)

venerdì 16 dicembre 2011

Lettera al sindaco di Beinasco per le mancate segnalazioni di lavori in corso sulle piste ciclabili di Borgaretto

Ho appena inviato questa lettera all'ufficio del sindaco di Beinasco:

"Salve,

sono un ragazzo di Torino che oggi ha utilizzato parte delle piste ciclabili del vostro comune e vi scrivo proprio in merito a queste:

1 - In Strada Borgaretto, andando verso Beinasco, poco prima della sopraelevata che supera l'autostrada, non c'è più l'ingresso della pista ciclabile storica. Purtroppo chi, come me oggi, proviene da Beinasco giunge lì senza alcun avviso.
Qui il punto preciso:
http://maps.google.it/maps?q=borgaretto,+torino&hl=it&ll=45.012473,7.590222&spn=0.00204,0.003449&sll=41.442726,12.392578&sspn=17.70662,28.256836&vpsrc=6&hnear=Borgaretto,+Beinasco+Torino,+Piemonte&t=k&z=18

2 - Uscendo da Borgaretto per entrare in Torino, il nuovissimo tratto di pista ciclabile che passa in un sottopassaggio dove c'è la rotonda dell'ingresso e uscita dalla tangenziale, non è transitabile, ma anche qui l'avviso compare all'ultimo momento, che senso ha???
Come se non bastasse, dopo aver ripreso la pista (dopo aver spinto la bici a mano in un tratto sterrato in leggera salita - immagino siano contenti gli impiegati -), anche sul ponte il tratto ciclopedonale è bloccato e anche qui ovviamente il cartello dei lavori in corso (in corso? Speriamo, visto che solo ora dopo mesi, mesi e ancora mesi, ho visto operai lungo il Sangone nel tratto di pista ciclabile franata..) compare solo all'ultimo. Basta proprio niente per avvisare PRIMA che non si può percorre quel tratto, dato che il mancato avviso ha come conseguenza delle pericolose manovre: il ciclista o torna indietro e compie il periplo di quella larga e trafficata rotonda, o tenta di attraversare le 6 corsie di quel tratto dove le auto passano veloci.
Qua si tratta solo di COMUNICARE la presenza di lavori e l'impossibilità di attraversare tratti da sempre percorsi con estrema facilità dai ciclisti e pedoni. Oggi mi sembrava di essere in Albania o Bulgaria o Romania. Non che non abbia mai visto di peggio, fra incuranza, immondizia e maleducazione imperante, però cerco sempre di essere ottimista anche se la realtà è sempre pronta ad abbattermi.
Qui la zona di questi ultimi 2 tratti incriminati:
http://maps.google.it/maps?q=borgaretto,+torino&hl=it&ll=45.007099,7.617471&spn=0.00102,0.001725&sll=41.442726,12.392578&sspn=17.70662,28.256836&vpsrc=6&hnear=Borgaretto,+Beinasco+Torino,+Piemonte&t=k&z=19

Grazie della vostra cortese attenzione".

giovedì 15 dicembre 2011

Da Torino ai Laghi di Avigliana

La scorsa settimana ho compiuto per due volte di fila il classico giro dei Laghi di Avigliana partendo da Torino Sud.


E' un giro lungo circa 50km che non mi ha mai stufato perchè all'andata, tranne un noioso pezzo iniziale di circa 10 km per uscire dalla città, ci sono dei saliscendi, si è vicini alla collina di Rivoli, poi ci si avvicina ai laghi di Avigliana passando per una bella strada, di solito trafficata, ma di sabato e domenica non troppo, che è abbastanza varia fra rettilinei, curve, salitelle e discese. I laghi sono splendidi ad ogni ora e anche d'inverno, nel lago Piccolo, ci sono diversi anatidi, andateci a piedi, compiete il periplo e potrete ammirare anche gli aironi cenerini!

Ovviamente il percorso può essere modificato e allungato facilmente: prima di scendere ad Avigliana, si può svoltare a sinistra per salire a Reano e tornare indietro passando per Villarbasse (strada piacevole, ma vi perdete il passaggio accanto ai laghi). Ad Avigliana potreteste entrare nel centro storico (è famosa per i suoi svariati quartieri storici, medievali) svoltando a destra. Oppure, dopo aver superato il lago Grande, potrete svoltare a destra per salire a Giaveno o per prendere via Grignetto che costeggiando il lago, porta ai mareschi (preziosa zona umida) e poi sotto la Sacra di San Michele.

Se vi piace pedalare veloci, dovete seguire il senso che ho qui proposto, perchè se per tornare a casa passate per Trana-Bruino, ecc., la lunga e dritta strada statale si presenta con un falsopiano in leggera discesa, quindi è facile pedalare ad una velocità di crociera dei 35 km/h.

sabato 3 dicembre 2011

Torino. Tragedia in corso Peschiera.

In corso Peschiera, là, dove già furono ammazzate diverse persone a causa dell'alta velocità automobilistica, oggi pomeriggio un bambino ha perso la vita nello stesso identico modo, ovvero falciato da un'auto in corsa nonostante stesse attraversando la strada sulle strisce, al fianco dei genitori ricoverati in ospedale in gravi condizioni (coma per l'uomo; codice giallo per la donna).

La dinamica è stata questa: attraversamente pedonale (non c'è il semaforo); un'auto si ferma; i tre cammino; dalla seconda corsia giunge una seconda auto che non si ferma e li travolge.

Agghiacciante. Da film horror!


Non si parli di abuso di alcol o droghe anche questa volta, la colpa è dei motori, delle velocità, la colpa sta nell'assenza di semafori.
Molto spesso noto casi simili, in cui cioè l'auto della seconda corsia se ne accorge in ritardo della presenza dei pedoni. Gli automobilisti già non si fermano con l'arancione, secondo voi hanno voi di rallentare quando vedono le strisce pedonali?
E poi la gente riempie i giornali con lettere contro i ciclisti!



Queste dinamiche sono sintomatiche dello sviluppo urbanistico delle città moderne invase dalle auto, dove i pedoni, cioè gli esseri umani, devono avere 1000 occhi se vogliono tornare a casa sani e salvi. Non si può vivere in posti simili. Non si può vivere assediati da scatolette pesantissime che, scagliate a velocità folli (in realtà per uccidere bastano i "miti" 50km/h), sono pronte ad uccidere al minimo errore.

Link:
Il Fatto Quotidiano

venerdì 2 dicembre 2011

Corona di delizie in bici

"L’tinerario sulla Corona delle delizie per apprezzare le bellezze naturali facendo tappa a Venaria, Rivoli, Stupinigi e Moncalieri dedicato agli amanti delle due ruote"

Nel quotidiano torinese La Stampa, il 26 novembre 2011 è stato pubblico un articoletto su "Corona di Delizie", il percorso storico (storico perchè collega residenze sabaude e storico perchè venne già ideato nei tempi che furono per collegare queste residenze, ovviamente su strade che ormai non esistono più o che sono state trasformate).

Sembra che in primavera saranno ultimati i lavori di viabilità ciclistica, in effetti sono vari i punti a me ancora misteriosi, specie nella zona a Nord di Torino (da Torino Nord a Venaria passando per Borgaro; qui dovrebbe esserci un nuovo ponte per il passaggio ciclopedonale) e in parte a Nord-Ovest (da Venaria a Collegno; pericoloso il tratto vicino ai supermercati zona Cebrosa e divelto il ponte nella campagna dove passa la Dora).

Prossimamente farò un giro per vedere come son messe le cose al momento, chi vuole aggregarsi è il benvenuto.



giovedì 1 dicembre 2011

Sangano-Reano

Al quarto giretto dopo la caduta di ottobre, ho finalmente fatto una salitella e conseguente discesa: dalla fine della pista ciclabile Bruino-Sangano, si giunge ad un bivio; svoltando a sinistra si entra in paese (c'è una fontana nella piazzetta vicino alla chiesa, qui), svoltando invece a destra si supera il torrente Sangone e si inizia subito a salire attraverso 2 tornanti per raggiungere la piana di Villarbasse da cui parte subito, a sinistra, la salita verso Reano.

Conoscerete tutti questo tratto, lungo circa 800 metri e abbastanza pendente.
Ne parlo solo per indicare ai meno esperti di fare attenzione nel tratto in salita (che al ritorno diventa discesa!) che giunge a Villarbasse: è completamente dissestato, perciò fate attenzione nel cercare il fazzoletto di strada consono ai vostri copertoni, perchè c'è il rischio di vedersi arrivare davanti magari un bel trattore! Il mio consiglio è quello di stare completamente sulla destra.

La salita invece verso Reano non mi pare presenti problemi. Certo, è stretta uguale e maggiormente trafficata, quindi occhio: non state troppo sulla destra altrimenti sarete quasi invisibili agli occhi degli automobilisti e vestiti con colori accessi (rosso o giallo, ad esempio, ma questo vale per ogni uscita compiuta nella brutta stagione). Nota di colore: ad un certo sulla destra compare una saggia scritta, "Nucleare = Morte".

PS: con la MTB si può sbucare dalla collina morenica di Rivalta e giungere poco prima di questa salita di Sangano. Davanti alla sterrata da cui si proviene, si profila un'altra collina: è ben visibile una traccia di sentiero (molto pendente). Seguitela e sbucherete a Reano da cui potrete andare al Moncuni.

Pista ciclabile Piossasco-Pinerolo

Ma in che condizioni pietose è la pista ciclabile che da Piossasco porta a Pinerolo?

Purtroppo è invasa da fango, terra, specie qui dove si attraversa un rio (scendete e fatela a piedi se avete i copertoncini) e la strada curva a sinistra verso Sud-Ovest.
Fosse solo questo il problema: tutto il resto o quasi della pista, premettendo che lo scorso sabato, quando l'ho percorsa, non sono arrivato a Pinerolo per motivi di tempo e di bici (avevo cambiato sella e mi ci dovevo ancora abituare), era piena di tocchi di letame (e anche puzza!) lasciati dai trattori degli agricoltori che hanno i campi proprio lì accanto.

Ma anche la strada che esce da Piossasco e va verso Sud è messa male, ha delle buche e sconnessioni che sono lì da anni e i ciclisti non hanno altre vie da percorrere. Complimenti!!! Si chiama Italia ma si può ben definire Albania.

lunedì 28 novembre 2011

Le varie parti della bici in inglese, francese e spagnolo

Grazie alla versione inglese, francese e spagnola di Wikipedia, eccome si traducono in queste lingue le varie parti della bici (apri le immagini col tasto destro in nuova scheda o finestra per vederle allargate):

INGLESE

FRANCESE

SPAGNOLO

venerdì 25 novembre 2011

al Castello al Rivoli

ATTENZIONE: questo giro non passa per strade a fondo liscio, per cui è consigliabile usare una vecchia MTB al posto della BDC.

Ieri ho fatto un'altra trentina di km raggiungendo il piazzale del Castello di Rivoli da cui, a volte, ci si gode la vista della collina torinese.




Per raggiungere il castello non c'è, per fortuna, solo la classica strada di corso Allamano e corso Francia, ma anche la possibilità di prendere strade poco o nulla trafficate che passano per campi e frazioni.

Proveniendo sia da Strada del Portone che da Corso Allamano, consiglio, alla rotonda di Strada del Portone (qui), posta sotto la sopraelevata del corso, si prende la seconda uscita che porta verso Rivalta (dir. Sud; se da Strada del Portone si segue la pista ciclabile, ci sono ben tre attraversamenti ciclopedonali e attraversali è un'impresa lunga e per alcuni può anche essere pericolosa: le auto arrivano veloci e non hanno mai troppa voglia di fermarsi, quindi meglio fare parte del percorso automobilistico).
Una volta che ci si è immessi nella pista ciclabile di questo lungo rettilineo a scorrimento veloce, al primo incrocio a destra si gira prendendo Strada Moncalieri (dir. Ovest; qui ci si inoltra un po' nella campagna, per cui ci si imbatte in sabbia e/o fango in mezzo alla strada che possono creare fastidio ai ciclisti muniti di "specialissima"). A sinistra, dopo qualche centinaio di metri, c'è la fontana più fresca della zona: la si nota o perchè c'è gente che riempie delle bottigli
e di vetro, o semplicemente perchè è sito accanto il primo muro di questa strada.
Proseguendo si entra nel paesello di Tetti di Rivoli (si può o andare dritti passando per una buia galleria ma che non presenta buche - comunque fate sempre attenzione, o allargarsi sulla destra e prendere la sopraelevata che supera la tangenziale; alla fine queste due strade si ritrovano ad un incrocio). Proseguendo sempre verso Ovest, all'incrocio successivo si svolta a destra in Corso IV Novembre (qui), che è già un po' più trafficato. Per non rientrare in corso Allamano e per non prendere successivamente corso Francia (percorso consigliato a chi pedala su una BDC), si può svoltare a sinistra in via Molinetti (qui), dopo aver superato un gruppetto di case.
E' una stradina molto scorrevole, un po' stretta, per cui bisogna fare attenzione alle auto che la percorrono a velocità sostenuta (poche, come già detto, però corrono). Considerando la scarsa importanza di questa strada, il fondo è buono.
Appena questa strada curva a sinistra verso Sud, si deve svoltare a destra passando dentro una galleria (sopra c'è corso Primo Levi di Rivoli), più precisamente qui.
Al bivio che compare subito dopo la galleria, si svolta a sinistra in Strada Nuova Tetti
, al cui fianco destro c'è un bel giardino. La si segue completamente - ottimo fondo, si pedala veloci, specie al ritorno - fino al super incrocio (super perchè si incrociano ben 5 strade: Str. Nuova Tetti, Via B. Cellini, Corso 25 Aprile, Via Monte Grappa, Via L. Colla).
Qui consiglio di svoltare alla seconda a destra, cioè in corso 25 Aprile per raggiungere, sfiorandola soltanto, la rotonda di Corso Francia, dai cui pressi inizia Via fratelli Piol che è una ripida strada in salita in acciottolato transitabile solo da pedoni e ciclisti (clicca qui). 

Questa stradina è lunga circa 1 km e nell'ultimo tratto, quando Via Piol diviene Via al Castello, è consentito il passaggio delle auto.
Raggiungendo il piazzale del Castello di Rivoli, Piazzale Mafalda di Savoia (qui), è finalmente di nuovo possibile scendere per la strada che è stata oggetto di lavori negli ultimi anni per la costruzione di un ascensore per i turisti appiedati. Il passaggio delle auto è ancora vietato, ma nulla vieta il passaggio in bici e/o a piedi. Io, ieri, son poi giunto in Via Vittorio Amedeo per poi raggiungere la piazzetta di Via Gaspare Grandi (qui).

Per tornare al super incrocio di prima, si può svoltare alla prima a sinistra in Via Capello che dopo poco diventa Via Monte Grappa.

Buon giro!

mercoledì 23 novembre 2011

Pista ciclabile Beinasco-Sangano

Dopo un mese in cui ho dovuto interrompere i miei giri (e pensare che erano passati pochi giorni dalla mia ultima salita e discesa, quella del Colle Braida, fantastico il versante di Valgioie) a causa di un incidente avvenuto in città, oggi ho ripreso a fare qualche km, una trentina, completamente in pianura, giusto per sgranchirmi un po'.


Sono andato dunque a pedalare e anche a "testare" la pista ciclabile che collega Beinasco a Sangano (è composta come magari già ben saprete, da tre parti: 1 Borgaretto-Beinasco-Orbassano; 2 Rivalta; 3 Bruino-Sangano, sempre accanto al Sangone), ma il vero punto d'inizio è Borgaretto (per l'esattezza qui, in Strada Borgaretto).


Il fondo è ottimo in tutta la sua lunghezza, c'è solo una piccola buca, così piccola che non ricordo più dove, e qualche radice che spunta, ma anche qui in un solo punto - attenzione in questo punto, vicino ad una curva, per dei lavori in corso, anche se non ho mai visto operai in azione.

Di fontane ce ne sono almeno due: una a Beinasco, vicino al ponte pedonale azzurro, sulla sinistra orografica del torrente Sangone (qui, ATTENZIONE: da sabato 26 novembre 2011 è chiusa e non so quando ritornerà attiva), un'altra alla fine della pista ciclabile di Rivalta (qui).

Da Rivalta, per andare a Bruino e Sangano, si deveve superare il ponte del Sangone sulla destra, è ben visibile al termine di questo tratto. Alla rotonda successiva, girate a destra, superate la zona industriale di Rivalta/Bruino, dopodichè ad un bivio state sulla destra e dopo poco troverete la terza parte della pista (inizia qui).

Al momento, alcuni punti sono leggermente invasi dalle foglie, quindi occhio se ci passate dopo una giornata di pioggia, ma anche dai pedoni.
Speravo di non trovare "traffico" in questa stagione, e invece ci sono davvero tanti pedoni, specie quando si affianca Orbassano, che passeggiano occupando impunemente a volte ambo le corsie.

Nel tratto, invece, di Bruino, oggi degli addetti ai lavori stavano spazzando delle foglie (ovviamente non con scopa e paletta ma con quel tubo metallico a benzina che spruzza aria, non so come si chiami, so solo che puzza, fa rumore e non raccoglie le foglie!), quindi se volete passarci domani, dovreste trovarla sgombra da questi resti della natura.


Unico consiglio, nella brutta stagione, se potete, non andateci al pomeriggio, o meglio, andati al massimo alle 15, perché il sole smette presto di batterci, a differenza della collina di Rivalta che è ottimamente esposta a Sud - almeno la parte vicino al Sangone -.


Ah, con questa pista è possibile raggiungere Pinerolo (vale il consiglio di prima, cioè di andarci al mattino), però non è facilmente rintracciabile il tratto di strada da percorrere per trovare questo quarto tratto di pista ciclabile (che poi a Piossasco s'interrompe per ricomparire magicamente qui, in via Guido Berchet), ma ci sono io per ovviare a questo problemino: cliccate qui e seguite la strada che va dal punto A al punto B (più precisamente da via Rocciamelone di Bruino - dove termina la prima parte della pista ciclabile Bruino-Sangano - a via Pinerolo-Susa sempre di Bruino. Alla rotonda, proprio dove c'è il punto B, inizia una pista ciclabile molto carina che porta alla periferia di Piossasco).
Ne avevo già parlato tempo fa, cliccate qui.

martedì 22 novembre 2011

Contador condannato, Armstrong no.

Se Alberto Contador verrà condannato a 2 anni per doping, per aver assunto della sostanza vietata presente in fettine di carne portategli da un suo collega, mi chiedo allora perchè Armstrong l'abbia sempre sfangata.
Forse perchè ai suoi tempi non c'erano squadre altrettanto forti, potenti e ricche come la sua? Mentre ora, ad esempio, c'è la squadra dei suoi acerrimi nemici Schleck?

venerdì 18 novembre 2011

L'unica regola è che non ci sono regole???

Dal sito del Corriere della Sera:
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_novembre_18/lettera-padre-giacomo-pubblicita-ragazzo-investito-1902215878409.shtml



"Da alcuni giorni a Milano in piazza Sant'Agostino un'enorme pubblicità di un nuovo modello di automobile copre l'intera facciata di un edificio. Il cartellone è studiato per colpire con forza lo sguardo e comunicare l'idea che l'acquisto di quel veicolo costituirà la realizzazione definitiva di quelle pulsioni trasgressive che oggi sembra indispensabile esibire per stare al mondo. Lo slogan è di quelli già sentiti, ma non potrebbe essere più esplicito «L'unica regola è che non ci sono regole». Riferito all'auto, cioè all'oggetto tecnico che più problemi crea alla vita collettiva delle nostre città, che più morti causa nelle nostre strade, quello slogan dà i brividi. La gente che attraversa la piazza sotto l'enorme cartellone è ridotta a dimensioni minuscole, schiacciata da una presenza fuori scala. Tutti sembrano indifferenti al cartellone, alla volgarità delle sue dimensioni e all'oscenità del suo messaggio. Il cartellone impone semplicemente se stesso e la sua legge al mondo. Alieno e disumano, i milanesi che ci camminano sotto sembrano solo poterlo subire. Provate ad andarci e ditemi se non avrete quella sensazione anche voi. A pochi metri da lì, in via Solari, è morto dieci giorni fa mio figlio mentre tornava a casa in bicicletta. Ai piedi di un albero sul marciapiede, ci sono fiori e parole per ricordare Giacomo. Sono rimasto a lungo lì con il mio dolore, cercando di trarre una speranza dagli sguardi dei passanti, dai gesti rallentati di chi si ferma, dalle due parole scambiate davanti ai fiori. Tutto ciò mi sembra esprimere quel senso di comune appartenenza di tutti noi che lottiamo ogni giorno silenziosamente per dare senso alle nostre vite. So che i milanesi devono poter contare su questo senso di comune appartenenza, e che dobbiamo aiutare le istituzioni cittadine in questa direzione. È un compito di comune civiltà, non tiriamoci indietro."

Davide Scalmani, papà di Giacomo

Sono sconcertato per questi commenti dei lettori del Corriere della Sera:

"LO SLOGAN RIGUARDA IL DESIGN
18.11|15:56 Altier
"La pubblicità in questione è quella di un auto con carrozzeria asimmetrica (due porte sul lato destro, una porta sul lato sinistro). Il non avere regole riguarda la concezione stilistica del veicolo! E' un caso montato a regola d'arte per fare polemiche inutili."

Forse è così, allora perchè non evidenziarlo? I giovani, ma anche gli adulti sia ricchi che poveri, che godono nello schiacciare il pedale dell'acceleratore o che, pur andando veloci, si sentono in perenne ritardo e si incazzano col prossimo appena si trovano nell'impossibilità di sgasare, capiranno che si tratta di design?
Ma cazzo, si chiama VELOSTER, un nome un programma! Possibile che la gente debba sempre giustificare le azioni dei grandi e disapprovare le idee della gente comune a lei simili? Sono tutti servi?

Capisco il padre, ma..
18.11|15:51 andre888
"Per chi vive un enorme lutto è naturale vedere le cose in una certa ottica. Non voglio giustificare quella pubblicità ma mi chiedo, quanti effettivamente avrebbero collegato quello slogan alle tragedie della strada, senza quell'evento tragico accaduto al giovane Giacomo? Le parole del padre sono condivisibili ma, in questo momento il lutto prevale, e qualunque cosa sembra diversa in questa situazione. Non giudicate questo mio intervento come una critica alla lettera del papà di Giacomo, ma come un punto di vista neutrale. P.S. Faccio un esempio banale, se chiedessimo ai familiari delle vittime di omicidio se fosse giusto introdurre la pena di morte credo che la percentuale di Si salirebbe vertiginosamente. Eppure, senza mancare di sensibilità, non possiamo usare chi è in stato di lutto come metro di giudizio."

Peccato che la pena di morte sia approvata in vari Stati sia del mondo che degli Stati Uniti sia dai governi che dalla gente comune e non penso che tutti questi abbiano familiari morti ammazzati. Ma poi che cazzo centra? Non si sta mica dicendo di vietare l'uso dell'auto! Si vuole solo che le pubblicità la smettano di basarsi sulla velocità e sulla potenza e sul menefreghismo e quindi egocentrismo. E' così difficile da comprendere e da vedere l'arroganza della gente che mette in pericolo la vita sia di ciclisti che di pedoni, motociclisti e di tutti gli altri automobilisti che invece vanno a velocità moderata, guardano gli specchietti e si fermano o perlomeno rallentano agli Stop?

Basta!
18.11|15:50 ItalianWay
"E' solo un cartello, è solo un pubblicità! Purtroppo si muore, è la vita. Al bando anche i comignoli perchè l'altro giorno uno ne è caduto in testa a una povera disgraziata in viale Argonne? Per quanto possa comprendere il dolore e lo sgomento per la perdita di un figlio non si può fare dietrologia su tutto per trovare un colpevole che non sia il destino e una somma di eventi nefasti, anche "illegali" per carità. Tra cui andare in bicicletta senza adeguata illuminazione. L'automobile è solo ed esclusivamente uno strumento, che per altro ha migliorato incredibilmente la vita dell'uomo. Come tutti gli strumenti può essere mortale. Anche un semplice paio di forbici lo sono, o un computer se si viene tramite questo adescati da un serial killer. Non riconoscerlo è semplicemente ignoranza. Io, Sig. Scalmani, non mi scandalizzo per nulla nel vedere la pubblicità della Hyundai in questione. Piuttosto: mi scandalizzo di come molte famiglie allevino i ragazzi oggi e in primis della continua ingerenza della chiesa cattolica nel nostro Paese. Un forte abbraccio da chi la pensa diversamente da Lei."

Solo una pubblicità? Non lo sa questo lettore/commentatore che i mass media influiscono i nostri comportamenti coi loro slogan decisi per assecondare le nostre voglie di possesso e consumo per primeggiare sul prossimo, il tutto avente come scopo il profitto, quindi non il benessere altrui?
In bici senza adeguata illuminazione? Ma cosa ne sa! Sa l'orario? Era lì e ha visto che non aveva le luci? Peccato il non aver visto che l'auto incriminata fosse in SECONDA FILA, ops!

ITALIANI, BRANCO DI SCHIAVI DELLE PUBBLICITA', FATE SCHIFO!

domenica 13 novembre 2011

Le 20 città più amiche delle bici

"Uno studio rivela quali sono i centri urbani più bike-friendly al mondo. Nelle prime 20 neppure una italiana. Vince Amsterdam seguita da Copenhagen, Barcellona, Tokyo e Berlino. Ecco perché il Belpaese è (ancora) fuori dai giochi"

Leggete su Sky Tg 24:
http://tg24.sky.it/tg24/eco_style/2011/11/10/classifica_citta_amiche_bicicletta_mondo.html

Bici d'inverno

Il 95% degli italiani, contro il 5% dei danesi, usa la bicicletta solo d'estate.Il resto è composto da una minoranza che la usa nei fine settimana primaverili e autunnali (più ovviamente d'estate), e da una ancora più ristretta minoranza che la usa tutto l'anno, tranne che d'inverno.

Ma d'inverno si può:
comprate un sottocasco e dei guanti lunghi (anche di pile, non si suda tantissimo) per una spesa si 20 massimo 30 euro;
usate delle calzemaglia anche in città, non soltanto per camminare in montagna. Sicuramente ne avrete in casa e non dovrete spendere nulla;
se i vostri copertoni sembrano essere troppo lisci, cambiateli, costano poco, 15-20 euro;
ogni volta che tornate da un giro, pulite il telaio, specialmente nella parte in basso, vicino al movimento centrale e specialmente quando le strade saranno ricoperte di sale;
se non avete stretti pantaloni tecnici, potete ovviare alla loro larghezza stringendoli con un elastico (la molletta come i vecchi no, vi prego!) o tramite laccetti che vengono venduti a 2-3 euro da Decathlon;
prendete una bandana e legatevela dalle parti del mento per coprire la bocca, ma per il petto non copritevi troppo, basta pedalare e dopo qualche minuto la sensazione di freddo passa subito!

Ennesima lettera contro i ciclisti

Ieri ho letto l’ennesima lettera avversa ai ciclisti urbani, cioè coloro che usano il mezzo a due ruote senza motore per spostarsi in città, per fare magari il tragitto casa-lavoro-casa.

Perchè? Perchè secondo la stizzita signora scrivente, sarebbero numerosi i ciclisti che noncuranti della presenza di piste ciclabili e noncuranti allo stesso tempo, cosa ancora più importante, dei pedoni, passerebbero sotto i portici.

Ha ragione, io infatti non sopporto neanche i ciclisti che, “incistati”, percorrono ad alta velocità le strette piste ciclabili extra-urbane (figurarsi quelle urbane!), perchè se una bici non raggiunge certo facilmente i 50 km/h, può creare problemi anche a velocità minori: uno, anche se esperto, potrà sempre sbagliare una curva o trovarsi di fronte, non per colpa sua, un ciclista con una scarsa padronanza del mezzo o semplicemente distratto, combinando alla fine un mezzo disastro.
Quindi va bene allenarsi e divertirsi con la velocità, ma non certo dove ci sono curve cieche e non certo nei tratti molto frequentati
Idem per chi pedala sotto i portici: a me capita di farlo quando esco di casa per un breve tratto, ma, oltre a non andare veloce, cerco sempre di stare dalla parte opposta dei pedoni che incontro. Ma comprendo i motivi per cui li si percorrono: molto spesso sono larghi, la superficie è liscia e quindi si "corre" bene e, essendo solitamente in centro dove sono tante le auto e le vie strette, è davvero comodo percorrerli!

La signora ha dunque ragione, ma se in un punto della lettera paragona l’arroganza di certi ciclisti a quella degli automobilisti, mi chiedo perchè non si leggano mai lettere simili nei confronti, appunto, degli automobilisti.
Forse perchè l’uso della macchina viene ritenuto normale?
Considerando il peso delle auto nell dannata economia, l’influenza degli spot sulla massa e di conseguenza l’essere uno status symbol di media ricchezza (di partecipazione attiva all’economia della società) e di emancipazione (dettata dalla “maggiore età” e conseguente patente che attesta un ottimo inserimento in società perchè si sono rispettate leggi, regole, norme), ecc., è sicuramente una cosa normale il suo super utilizzo, ma ciò non deve influenzare la visione della nostra minoranza di ciclisti urbani che vede nelle auto dei missili assassini.

Un'ultima cosa; la signora si è divertita, nella sua lunga lettera, a descrivere l'abbigliamento di questi ciclisti urbani vestiti con abbigliamento "tecno" (tecnico o da tamarro amanto della techno? Non lo sapremo mai!) e caschetti alla Mark Cavedish. Bah, ci sarebbe solo da plaudire a chi si veste correttamente per pedalare bene senza incespicamenti dettati da certi pantaloni e certe scarpe e chi si copre le parti nobili del corpo. O forse il curarsi è un fattore negativo? Forse vestendoci con giubbottoni da spacciatore verremmo rispettati maggiormente, grazie alla paura che potremmo incutire? Proviamo!

lunedì 7 novembre 2011

Ciclista 12enne morto!


Le città, purtroppo, non sono fatte per pedalare, o meglio, ci sono vie assolutamente pericolose ed altre in cui si riesce, ovviamente facendo attenzione usando 8 occhi e 4 orecchie. Non sono fatte per pedalare non perchè le vie siano strette o perchè alcune presentino del pavè, ma perchè..ci sono troppe auto!!!!! E quando ci sono troppe auto, gli incidenti non sono fatalità, ma ovvie conseguenze!

Leggete e rabbrividite cos'è successo a Milano:

"Sabato scorso 5 Novembre a Milano è morto un ciclista, Giacomo un RAGAZZO DI 12 ANNI, la portiera di un automobile in sosta vietata lo ha sbattuto in mezzo alla strada e in quel momento un tram che sopraggiungeva lo ha travolto dandogli il colpo di grazia.

I giornali parlano di fatalità ma noi sappiamo che il destino e le fatalità sono solo delle scuse, la responsabilità è della: mancanza di educazione stradale, distrazione e prepotenza, tre caratteristiche comuni all'automobilitsta medio che frequenta le nostre città. Sappiamo anche che ogni anno muoiono sulle strade italiane troppi pedoni e ciclisti e siamo saturi di queste notizie.

Come dimostra l'incidente di sabato scorso chi parcheggia in seconda fila, spesso ignorandolo, crea un pericolo per i ciclisti e per i pedoni.

Pedaleremo da Piazza Statuto lungo Via Cibrario creando un CORTEO DI CICLISTI che vogliono pedalare per ricordare quel ragazzo di nome Giacomo sperando che la sua morte non sia dimenticata da un giorno all'altro. Ci fermeremo per posteggiare una BICI COMPLETAMENTE BIANCA che secondo la tradizione diffusa un pò in tutto il mondo rappresenta i ciclisti vittime del traffico (all'estero le chiamano GOST BIKES).
Via Cibrario ospita la sede tranviaria e ogni giorno centinaia di macchine sostano in doppia fila mettendo a richio l'incolumità di pedoni e ciclisti. Numerosi cittadini hanno segnalato il problema alle autorità che però sembrano sembrano essere disinteressate a risolvere il problema.

Vi aspettiamo per questo momento, se saremo in molti valuteremo se fare una MASSA CRITICA per Giacomo."


Torino ricorda un giovane, troppo giovane, milanese

MITO!

lunedì 31 ottobre 2011

mercoledì 19 ottobre 2011

Libriiiiii!

Ecco un elenco di libri vari, scritti da italiani e da stranieri, dedicati alla bicicletta, alla sua storia, alla manutenzione, al suo uso urbano come mezzo di trasporto antagonista dei motori, a personaggi bizzarri che hanno vissuto con una o più bici per loro fondamentali, ecc.

lunedì 17 ottobre 2011

Grafico sui km percorsi in bici in Europa

Sconvolgente grafico sui km percorsi in media ogni anno dagli abitanti delle varie nazioni europee:

Notare come i Paesi più cicilisticamente evoluti/civilizzati siano quelli dove le persone sono generalmente più educate (Danimarca, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svezia, Finlandia), qualcosa vorrà pur dire!

Si ringrazia vivamente la versione francese di Wikipedia

martedì 11 ottobre 2011

Città insidiosa - Dannati binari

Cercando sempre nuove vie, a volte capito in viuzze che presentano due file di binari e oggi, per la seconda volta quest'anno dopo appena 4 mesi e mezzo, sono scivolato (per colpa mia, lo ammetto, perchè non sono abituato a viaggiare attraverso i binari specie se devo frenare di colpo) proprio per colpa sia mia che dei binari super lucidi.

Scrivo questo post sia per lamentarmi del fatto che certe vie che poi presentano una pista ciclabile, inizinalmente sono invece caratterizzate da queste trappole, sia per mandare a fanculo tutti gli automobilisti che mi han visto cadere e rialzarmi sofferente e che non mi hanno degnato di alcuna loro attenzione, eppure il codice della strada parla chiaro: in caso di incidente bisogna prestare soccorso o chiamare soccorso.

Vergognatevi, continuate ad essere gli esseri più insulsi, viscidi, inutili e dannosi del pianeta!

mercoledì 5 ottobre 2011

Colpa dell'Ipod, non dei motori


Una ragazza americana è stata travolta da un'automobile in una statale, mentre stava praticando del sano jogging, ma poteva benissimo essere in bici!


Cosa mettono come titolo certi giornalisti? "Allison, travolta da un auto (fin qui va bene, purtroppo, ndg). Forse "colpa" I-pod (per non cadere nel ridicolo hanno inserito le virgolette, ndb)" Fonte: Leggo.it

Anche un commentatore è caduto nella trappola che porta all'imbecillità:
"Spesso chi va a piedi ha le orecchie impegnate da auricolari o telefonini, sono di pericolo per loro e gli altri, quindi da vietare, possibile solo se fermi", Boomerang.

L'unico pericolo, se c'è uno, è per loro, non certo per gli altri visto che uno a piedi se si contra con altri non causerà nè ferimenti nè decessi.
Il pericolo reale invece sono le auto e i loro spot basati solo sulla velocità e addirittura sulla potenza, anche se le due cose in fondo sono legate, ma ovviamente nessun giornalista e commentatore salta mai in mente di accusare i motori, i produttori, gli automobilisti.
No, mai, è giusto invece guidare ogni giorno l'auto fino allo sfinimento, è giusto schiacciare l'acceleratore, è giusto non accusare mai gli automobilisti, specie se italiani, se stranieri allora dagliene solo di botte, ma sempre e solo pedoni e ciclisti. A volte penso che l'evoluzione non esista, o meglio, quella mentale e morale non esiste, mentre quella tecnico-scientifica sì, purtroppo, visto che porta al disprezzo di chi non ne fa un grande uso.

Come si può accusare un pedone perchè intento ad ascoltare musica? Per di più in una strada stretta (dalle poche foto che ho potuto vedere m'è sembrata tale), dove quindi anche se avesse sentito l'arrivo dell'auto - e comunque un motore rombante lo senti anche con le cuffiette! - non avrebbe potuto fare nulla! Velocità assurda e spazio ristretto, fate voi..

Una mia seconda lettera a difesa dei ciclisti vituperati

Se RAITRE parla della Strage dei Pedoni (link 1 e 2; "Una strage di cui ci accorgiamo solamente una volta l’anno quando le statistiche si incaricano di mostrare il deficit di sicurezza e l’indifferenza verso i diritti di chi sceglie di camminare a piedi per le vie delle città italiane", proprio come vogliono i tecnocrati, che se ne parli poco cioè per mandare avanti questo sistema marcio), su Mediaset, più precisamente in quel programma farsa di casi stupidissimi chiamato Forum, un certo ex attoruncolo, tale Bracconeri, si permette di affermare che TUTTI i ciclisti siano indisciplinati. A parte che la disciplina la lasciamo benissimo e con tanta felicità a chi vuole annullare il proprio io, in questo caso si dovrebbe parlare di "ciclisti violatori del codice della strada".

Vediamo la mia risposta:

"Caro Bracconeri,
magari il problema fossero i ciclisti! Se è vero che alcuni passano col rosso, magari quando è già buio e sono senza luci, o salgono sui marciapiedi sfrecciando, è anche vero che è la velocità, la massa, la grandezza ed il peso delle automobili e furgoni vari ad essere pericolosa. Sono questi che generano centinaia di migliaia di morti ogni anno nella sola Italia. Pensa in tutto il mondo: uno sterminio!
Gli automobilisti sono drogati dai motori, sono un pericolo costante per la vita di tutti, anche la propria, fattene una ragione e sputa meno sentenze.
Per fortuna abito al Nord dove bene o male posso pedalare senza rischiare troppo, invece ho saputo che Roma è invivibile e forse ciò genera tanta invidia verso chi ha il fisico per pedalare.
Mi dispiace, continua a rosicare e paga la benzina, schiavo!
"

PS: ma cosa ci si può aspettare da un canale che vive grazie agli spot automobilistici???

domenica 2 ottobre 2011

22: Colle Braida #2

A Maggio avevo parlato della salita al Colle Braida passando dalla Sacra di San Michele (d'estate è ottimo salire da questo versante nel pomeriggio, perchè c'è tanta ombra; in questo periodo - autunno - invece ho notato che anche verso le 16.30 il fresco si fa sentire molto), per poi scendere a Giaveno da Valgioie.

Oggi invece sono salito da Giaveno e Valgioie e ridisceso dalla stessa strada (link Google Maps), perchè?
Semplice: perchè è fantastica!!!
Probabilmente una delle migliori discese vicino a Torino!
Un'altra ottima è quella che parte da Alpe Colombino sopra Coazze (link Google Maps)


Il problema è ovviamente la salita, poichè non molla un attimo: sono 7,7km che portano da quota 520 ai 1000mt del Colle Braida. Niente di terribile, io ovviamente non mi sono mai fermato, sono sempre andato ad un'andatura costante, però non è una passeggiata.

So che un'informazione sempre richiesta è la posizione delle fontane.
Bene, ce ne sono almeno due nella salita: una in cima, l'altra invece all'incirca al km 5.5, ma la si nota facilmente perchè sta in un giardinetto sulla destra.

giovedì 29 settembre 2011

21: Giro nelle Langhe

Finalmente un bel giro rilassante nelle Langhe (mentre molti, in questa zona, lavorano da manovali ore e ore sotto il sole per raccogliere i grappoli d'uva, voi che amate il vino andate a ringraziarli)!

40 km partendo da Verduno, scendendo verso Roddi, salendo verso Ciocchini (senza toccarlo), discesa su Gallo per poi salire a Castiglione Falletto, Monforte, quindi scendere a Barolo e ritornare a Verduno passando per La Morra.

Ognuno può partire da dove più gli è congeniale, io sono partito da Verduno per motivi "logistici" e questo mio giro inizia subito con una discesa indimenticabile, infatti si scende in picchiata verso Roddi con a fianco una specie di burrone panoramico sulle vigne!
E' proprio vero che prima di partire bisogna controllare tutto, compresi i freni, anche se nell'ultimo giro fatto hanno funzionato alla perfezione, eheh


Prima di sfiorare Roddi (chi vuole può ovviamente entrare nel paese senza problemi), però, bisogna anche fare un pezzetto di salita, dopodichè la strada tornerà a scendere, ma lievemente, verso la SP3 che sconsiglio di percorrere (è tutta dritta e super trafficata anche da camion).
Dato che dobbiamo andare verso Ciocchini (che non si attraverserà, dato che la strada che porta lì è sterrata), a Sud di Roddi, si deve prendere una strada che sale sulle sommità di fronte a Roddi, più precisamente via Fontana che poi, quando scollina e diventa una discesa veloce, prende il nome di Località Rocca Bella (link Google Maps).
Anche qui, dopo la discesa molto veloce, si rideve pedalare in salita non appena la strada compie una curva a gomito, per poi ridiscendere verso un incrocio. A destra si va a Ciocchini (ma non c'è alcuna indicazione) e verso il ristorante il Vigneto (sembra un posto alquanto chic), a sinistra invece è la strada che fa per noi che ci porta alla
rotonda del Gallo (link G.Maps), superata la quale si prende la strada che a destra porta a Castiglione Falletto.
Dopo circa 1,5 km, in parte su strada non propriamente perfetta, si avrà sulla destra l'azienda Terre del Barolo (vendita di vini), mentre a sinistra la strada di spicco di questo giro, ovvero la salita verso Castiglione Falletto e Monforte d'Alba (via Alba Monforte, link G.Maps)!


La salita, per nulla ardua, è lunga 9,5km i quali vanno via senza accorgersene troppo se non in rari punti dove aumenta la pendenza. Mi preme segnalare la presenza di una fontana in quel di Castiglione Falletto, proprio lungo la strada percorsa, anche se getta acqua calda.
Anche qui il traffico è molto ma molto limitato, l'asfalto è ottimo e il panorama eccezionale, specialmente in questo periodo in cui ci sono diverse tonalità di verde e anche di giallo.
Giunti nei pressi di Monforte d'Alba (bandiera arancione TCI, anche se stanno costruendo tre obbrobriosi condomini), devo però segnalare un fatto negativo.
Non so se è sempre così, ma di fronte ad una villa ho trovato per strada un cagnone che, se in apparenza sembra docile, tutto da accarezzare, si dimostra di tutt'altro carattere appena gli si passa a fianco in bici, infatti ha cominciato ad abbiare all'impazzata facendomi compiere uno sprint alla Cipollini! Per fortuna dopo pochi metri ha smesso d'inseguirmi, forse perchè era già stanco, forse perchè aveva capito che non mi avrebbe mai raggiunto o forse perchè lì finiva il suo territorio.


Da Monforte si scende a Barolo (si svolta a destra, ma non ci si può sbagliare, dato che è segnalato. Link G.Maps), è una bellissima discesa di 6km, ma purtroppo questo tratto è già un po' più trafficato e può capitare di pedalare al fianco di qualche tir, sigh!
Fantastico il passaggio a Barolo con al proprio fianco il bellissimo castello e dietro un folto boschetto! Anche qui ottimo asfalto, tranne per poche centinaia di metri entrando nel comune di Barolo.
Le gioie però finiscono presto, infatti torna la salita per arrivare a La Morra.
Dopo pochi metri, terminato il paese di Barolo, si svolta a sinistra prendendo dei tornanti che ci fanno salire di quota. Questo tratto, di 1,2km, fa parte della famigerata SP3, ma qui non è più un rettilineo, a differenza del pezzo di cui ho parlato ad inizio post. All'incrocio successivo, si gira a destra per La Morra (link G.Maps) e in 6km circa di moderata fatica, ma per fortuna all'ombra (almeno nel tardo pomeriggio) si giunge nel colorato paese di La Morra. Giunti in prossimità della fine del paese, si svolta a sinistra per tornare a Verduno prendendo via Richieri (link G.Maps). Si scende fino ad una rotonda e si prende la terza uscita (direzione Nord-Ovest). In questa rotonda non ci sono chiare indicazioni per Verduno, ma viene naturale prendere la strada a sinistra poichè a destra c'è La Morra e dritto c'è un campo sportivo.
La discesa continua su un rettilineo e dopo poco c'è un bivio: bisogna prendere la strada a destra (ci sono le indicazioni ma queste sono oltre il punto di svolta, quindi tenetevelo a mente) per Verduno.

Da qui, per tornare a Verduno, è un gioco da ragazzi, basta andare dritto e alla successiva rotonda, svoltare a destra.

Info varie:
km: 40 ca.;
paesi toccati/attraversati: 7 --> Verduno, Roddi, Grinzane Cavour, Castiglione Falletto, Monforte d'Alba, Barolo, La Morra (e di nuovo Verduno of course)
altitudini paesi in mt slm: Verduno 380, Roddi 280, Grinzane Cavour 195, Castiglione Falletto 350, Monforte d'Alba 480, Barolo 300, La Morra 510.
dislivello positivo: 595mt
fontane:
1 a Castiglione Falletto (probabili altre presenze nel belvedere di Verduno);
punti d'interesse: belvedere di Verduno, castello di Roddi, campagna tra Roddi e Verduno, castello di Castiglione Falletto, Monforte e Barolo, centro di La Morra.

Info piste ciclabili Torino

Segnalo due problematiche relative alle piste ciclabili nei dintorni di Torino (a Maggio ne rencensì varie nella città, quindi so bene che di problemi ce ne sono molti più di due, ma questi due casi li ho scovati in questi giorni):

La prima riguarda l'attraversamento ciclopedonale nei pressi della rotonda a tre corsie di strada del Portone (sopra passa corso Allamano), in zona Grugliasco (ad Ovest di Torino).

Nell'immagine sopra, il rosso è la pista ciclabile; il giallo è un tratto di strada che consiglio di percorrere anche in bici quando si rientra a Torino (verso Est, quindi) per non dover aspettare altre ore per attraversare; in blu invece ci sono due frecce che indicano il senso di marcia dei mezzi motorizzati e allo stesso tempo indicano i punti cruciali dove sorgono problemi per noi ciclisti, problemi legati al traffico.

Allora, se dobbiamo rientrare a Torino (Est), noi ciclisti siamo sulla pista ciclabile posta a sinistra di ambo le carreggiate. Arrivati nei pressi della mega rotonda, però, dobbiamo spostarci alla loro destra ed è un vero dramma
perchè subiamo l'arrivo frenetico di auto che provengono sia da Ovest che da Est (quelle che girano intorno alla rotonda per metà per poi scendere a Sud come le altre da Ovest).
Superato questo primo incrocio, c'è subito quello col traffico proveniente da Sud. Se riusciamo a superare indenni anche questo (le auto ogni tanto si fermano, ma ovviamente bisogna farsi vedere e rischiare un po', altrimenti nessuno si sogna di fermarsi per fare passare la gente in bici, purtroppo, dato che anche gli automobilisti devono lottare con i loro simili provenienti dalla mega rotonda), sconsiglio di seguire le indicazioni per la pista ciclabile, ma di andare dritti, nel senso di marcia delle auto, costeggiando il CAAT (tratto in giallo).

Ovviamente il pericolo c'è anche in senso inverso, ma se si parte da Torino al mattimo o al primo pomeriggio e si ritorna verso le 13 o verso le 18, i problemi sorgeranno principalmente nel senso qui sopra indicato.

La mia soluzione?

Optare anche per una corsia riservata alle bici anche sull'altro lato di questa strada a scorrimento veloce e poi unire le due con un ponticello! Se è vero che tanto multe vengono staccate in ogni comune per gli eccessi di velocità ed altre "amenità" che vedono coinvolti gli automobilisti, e se è vero che una quota di questi incassi devono essere usati per la sicurezza stradale, penso che i fondi per quest'opera buona ci possano tranquillamente essere!


Problema n.2:
Qui siamo a Collegno, più precisamente in via Edmondo De Amicis, dove da qualche tempo sorge la fermata della Metropolitana che poi "sfila" sotto corso Francia. Questo tratto, posto ad Est del parco, di cui ora non ricordo il nome, che costeggia l'ex manicomio, è in una zona industriale alquanto degradata (fa venire la depressione!), ma c'è una pista ciclabile.
Il problema è che risulta essere separata dalla corsia riservata alle auto solo da una striscia colorata (almeno fino a poco prima della fermata, dopo va sul marciapiede)! Ma non è finita qui, infatti se ad un certo punto c'è un dosso per rallentare i mezzi a motore, questo stesso dosso non è presente nella corsia riservata alla bici, così capita spesso che le auto invadano la pista ciclabile! Assurdo!

sabato 24 settembre 2011

Relax nei parchi di Torino

Fotografia, del gennaio 2009, della struggente bellezza naturale che si può trovare vicino alla città!

La prossima settimana inizierò un'attività di scoperta all'interno (e nei dintorni) della città di Torino, sia la zona Sud che la zona Nord, e in ambo i casi la tematica sarà il "relax nei parchi di Torino", infatti andrò alla ricerca di belle strade sterrate e sentieri in parchi come quello del Boschetto di Nichelino, delle Vallere, del parco di Stupinigi, del parco del Meisino, della Colletta, ecc. Interessante sarà anche trovare le vie più idonee al transito ciclistico, per unire i vari parchi.

Chi fosse interessato ad aggreggarsi per compiere questa perlustrazione, può lasciare un semplice commento con la propria email per essere contattato!

giovedì 22 settembre 2011

Traffico di imbecilli


Nel corso dove abito, ogni giorno dalle 16 alle 18 circa, c'è un traffico allucinante e questo vale per ogni altro corso delle nostre città.


Gli idioti al volante sembrano non rendersi conto del traffico, della quantità industriale di auto presenti sul loro stesso tratto di strada, infatti clacsonano disperati perchè vorrebbero andare avanti compiendo il loro alacre gesto dello "sgasamento".
Ora capite perchè li chiamo imbecilli vero?

Perchè non possono andare avanti se c'è qualcuno davanti a loro e non possono pretendere che davanti a loro non ci sia nessuno, se la massa ritiene bello e normale usare quotidianamente, più volte al giorno e per di più in città, l'automobile.

Prendete i treni e i bus. Quando arrivate in città usate i tram, andate a piedi o usate la bici, non perdete tempo ad annoiarvi e incavolarvi nel traffico di lamiere roventi!

venerdì 16 settembre 2011

E c'è ancora gente contro la bici


Stamattina ho letto, su La Stampa di Torino, sezione Specchio dei Tempi, una lettera assurda scritta da un automobilista/pedone insofferente per i ciclisti che passano sotto i portici (ha ragione se i pedoni sono tanti, io li prendo, e solo quelli vicino a casa mia, perchè so che c'è poca gente), passano col rosso (se non c'è nessuno passo controllando bene, perchè i semafori esistono a causa delle auto, non dei cavalli o delle bici dato che questi non provocano morti a differenza di chi usa scatole di lamiera spinte da un razzo), di notte girano senza faretti (qui concordo totalmente!) e che quindi non ci si può stupire se gli automobilisti ce l'abbiano con i ciclisti!
CO-CO-CO COOOOSA, COSACOSACOSA???

Sono i ciclisti a doversela prendere con gli automobilisti, non tutti, sia chiaro, ma con quelli che, andando ad elevata velocità, all'arancione non frenano e superano gli incroci col rosso anche se ci sono già altri automobilisti e..ciclisti pronti ad attraversare avendo il verde; ma con quelli che svoltano senza freccia..e provate voi a pedalare di fianco ad auto che si comportano così; ma con quelli che posteggiano sulle strisce del passaggi pedonali e ciclabili (quanti ce ne sono, sigh!), con quelli che svoltando anche se hanno il rosso se ne fregano della corsia riservata ai ciclisti; ma con quelli che posteggiando in doppia fila, fanno correre pericoli ai ciclisti, dovendo questi spostarsi in un tratto di strada ancora più stretto con dietro le auto che arrivano rombando.

Da par mio, comportandomi bene, ricevo clacsonate solo dagli stronzi. Che questo signore faccia parte di questa categoria di esaltati motorizzati che devono andare dal punto A (la loro brutta casetta puzzolente) al punto B (sicuramente un castello dove li aspetta Claudia Schiffer o, ancora meglio, in Africa a salvare l'umanità sofferente!)

Allora, super incazzato per questa grande dose di ignoranza che vuole vedere solo i lati negativi, ho risposto piccatamente.


"E' incredibile come ancora oggi ci sia gente che riesce a vedere solo i disagi provocati da pochi ciclisti, come ad esempio il passaggio sotto ai portici.

Cos'è questo rispetto ai danni provocati da migliaia di automobilisti? Ogni giorno c'è qualche auto, furgone o tir che ammazza pedoni, ciclisti e automobilisti (e io ne so qualcosa avendo rischiato varie volte causa bramosia di velocità della gente al volante).
Ogni sabato sera e ogni w.e. dei periodi feriali, sulle autostrade e statali, c'è un bagno di sangue.
La bici ha mai e potrà mai creare tutto ciò? No, allora di cosa si lamenta certa gente che semplicemente parla di piste ciclabile, senza neanche averle mai viste nè provate, vedendole come una sorta zoo o prigione per gente un po' folle e non al passo coi tempi (e che tempi!) come i ciclisti?
I ciclisti per fortuna sono sempre di più e pedalano dove possono senza inquinare, fare rumore, causare intasamenti e morti.
Pretendiamo massimo rispetto!"

pedalatoro.blogpsot.com